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 2007  luglio 29 Domenica calendario

Vicenda Ifil-Exor il pm chiede il rinvio a giudizio. La Stampa 29 Luglio 2007. TORINO. La procura ha chiesto all’ufficio dei giudici per l’udienza preliminare il rinvio a giudizio di Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Virgilio Marrone per la vicenda Ifil-Exor

Vicenda Ifil-Exor il pm chiede il rinvio a giudizio. La Stampa 29 Luglio 2007. TORINO. La procura ha chiesto all’ufficio dei giudici per l’udienza preliminare il rinvio a giudizio di Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Virgilio Marrone per la vicenda Ifil-Exor. Il reato contestato è quello di aggiotaggio informativo in relazione all’operazione di equity swap e al contenuto degli analoghi comunicati del 24 agosto 2005 di Ifil Investments e Giovanni Agnelli & C. Sapa in risposta a un duplice quesito di Consob. La notifica alle parti - compresa l’autorità di vigilanza sulla Borsa - della fissazione dell’udienza preliminare avverrà probabilmente a fine agosto al termine del periodo di sospensione feriale dell’attività giudiziaria, ma ufficiosamente i diretti interessati ne sono tutti o quasi al corrente. Oltre un mese fa il procuratore capo Marcello Maddalena, l’aggiunto Bruno Tinti e il sostituto Giancarlo Avenati Bassi avevano chiuso le indagini. Negli scorsi giorni il collegio di difesa composto dagli avvocati Cesare Zaccone, Guido Carlo Alleva e Franco Coppi ha chiesto e ottenuto che i pm risentissero gli indagati. Giovedì mattina è stato interrogato Marrone, mentre i legali hanno rinunciato all’audizione pomeridiana di Grande Stevens e Gabetti. La motivazione filtrata da ambienti Ifil: era ormai chiaro l’orientamento della procura. Non è nemmeno stata depositata la memoria difensiva preparata. L’accusa si concentra sul tenore dei comunicati del 24 agosto: «Non abbiamo allo studio progetti in relazione alla scadenza del prestito convertendo». E si avvale della documentazione (lettere, appunti) sequestrata in Ifil. La difesa muove da questi presupposti: per rispondere positivamente a Consob, il 24 agosto 2005 mancavano tanto l’assenso di tutti i soci di Giovanni Agnelli & C. per investimenti in Fiat quanto il via libera del cda di Ifil. E Consob, si sostiene, non aveva ancora risposto al quesito dello studio Grande Stevens se vi fosse obbligo di Opa oppure no in un’operazione che riportasse il controllo della finanziaria al 30 per cento del capitale Fiat. Il quarto elemento utile per la difesa è rappresentato dalla circostanza temporale in cui si chiese e si ottenne l’assenso di Merrill Lynch a modificare il contratto di equity swap con Exor. Si argomenta: l’operazione di consegna fisica dei titoli Fiat a Exor fu decisa quando si cominciava a «palesare» l’orientamento di Consob sulla non obbligatorietà di un’Opa. Al.Ga.