varie, 1 agosto 2007
Raffaellina Casella di anni 73. Napoletana, vedova, madre di quattro figli, «donna splendida perseguitata dalle avversità della vita», il luglio scorso le era morta una figlia trentenne e allora era andata a vivere col fratello Gennaro di anni 75, malato, vedovo pure lui, con cui spesso litigava per faccende di poco conto
Raffaellina Casella di anni 73. Napoletana, vedova, madre di quattro figli, «donna splendida perseguitata dalle avversità della vita», il luglio scorso le era morta una figlia trentenne e allora era andata a vivere col fratello Gennaro di anni 75, malato, vedovo pure lui, con cui spesso litigava per faccende di poco conto. Giovedì mattina lei s’alzò di buon’ora e col fresco gli stirò un paio di pantaloni, lui invece di ringraziarla le fece una scenata: «Questa piega è fatta male. Falla di nuovo che non sai stirare». Lei esasperata gli rispose in malo modo e si mise a rassettare la casa, lui non le rivolse la parola fino alle le 10.30, quando gli venne fame: «Taglia il pane». «Taglialo tu, sei tu voi mangiare». Di lì nacqua una lite, d’un tratto lei afferrò un martello e lo suonò due volte sulla testa del fratello, lui prese invece un coltello da cucina e lo infilò nella pancia della sorella, dipoi le tolse il martello, con quello le sfondò il cranio e subito dopo telefonò ai carabinieri. Verso le 11 di mattina di mercoledì 29 luglio in un appartamento a Quarto nel napoletano.