Sergio Romano, Corriere della Sera 1/8/2007 - Lettere, 1 agosto 2007
Caro Romano, la sua risposta a proposito degli eventuali brogli sulle ultime nostre elezioni mi fa ricordare i risultati del referendum post-bellico monarchia- repubblica
Caro Romano, la sua risposta a proposito degli eventuali brogli sulle ultime nostre elezioni mi fa ricordare i risultati del referendum post-bellico monarchia- repubblica. Sino a poche ore dal termine della conta dei voti, la monarchia era in vantaggio (soprattutto per i voti del Centro-Sud), poi a risultato finale, vi fu il capovolgimento improvviso. Togliatti dopo due giorni fece bruciare tutte le schede. Un alto magistrato foggiano, in pensione, scrisse qualche anno fa un saggio, che non ho letto, dove pare dimostrasse che in realtà i brogli affossarono la maggioranza dei voti, che fu monarchica. A distanza di 60 anni e con la costituzione repubblicana saldamente fissata, si potrebbe fare finalmente luce, senza timori, su quei risultati, invece di affossare sempre tutto in un limbo equivoco, come purtroppo è abitudine nostrana. Marcello Ortera Fano (Pu) • Come hanno ricordato Luca Ricolfi e Silvia Testa nel saggio sui brogli elettorali di cui ho scritto recentemente, il principale fattore di contestazione fu il quorum. Doveva essere calcolato sui voti validi o sui votanti? Con il primo criterio i voti per la repubblica erano «largamente sufficienti». Con il secondo criterio erano appena sufficienti e quindi più facilmente discutibili. Da allora, di tanto in tanto, il problema riemerge alla superficie e provoca discussioni, ormai esclusivamente accademiche.