Stefania Tamburello, Corriere della Sera 1/8/2007, 1 agosto 2007
ROMA – La qualità del credito nel Mezzogiorno «mostra segni di deterioramento ». In altre parole, sono in aumento «i crediti inesigibili », cresce cioè il numero di coloro, famiglie e imprese soprattutto nei settori dell’edilizia e dei servizi, che non restituiscono i prestiti ricevuti dalle banche
ROMA – La qualità del credito nel Mezzogiorno «mostra segni di deterioramento ». In altre parole, sono in aumento «i crediti inesigibili », cresce cioè il numero di coloro, famiglie e imprese soprattutto nei settori dell’edilizia e dei servizi, che non restituiscono i prestiti ricevuti dalle banche. A lanciare l’allarme è il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, che a pochi giorni dalle analisi sul sistema bancario al Sud del direttore generale Fabrizio Saccomanni torna ad occuparsi del divario esistente tra le diverse aree d’Italia. Per il governatore il differenziale tra i costi e le condizioni del credito oltre che sulla percentuale dei mancati rimborsi «è peraltro influenzato dal diverso grado di rischio e dalla diversa composizione dimensionale e settoriale del sistema produttivo del Mezzogiorno ». Mentre la Banca d’Italia è convinta, dati alla mano, che i timori legati ai possibili effetti dell’acquisizione di banche del Sud da parte delle grandi banche del Nord «si sono attenuati con l’esperienza». Draghi ha parlato davanti alla commissione Antimafia in una «coda» di audizione su riciclaggio e usura. Un terreno questo sul quale ieri si è registrata un’importante novità: un accordo quadro tra Abi, Banca d’Italia e Ministero dell’Interno per sostenere le vittime del fenomeno. Nel quale è previsto l’impegno degli istituti di credito a garantire un servizio bancario di base a favore delle persone protestate. «L’intesa raggiunta, il piano dell’Abi, va nella giusta direzione » ha detto Draghi mentre per il ministro Giuliano Amato si tratta di un accordo «fondamentale per sostenere le vittime dell’usura». Ma l’usura, come il riciclaggio, occorre innanzitutto combatterli frontalmente, con leggi e controlli, ha detto in Parlamento Draghi il quale ha promosso il decreto approvato all’ultimo consiglio dei ministri. Il problema però non riguarda solo il Sud, è generale, ha detto Draghi, che è tornato a puntare l’indice contro il caro- tassi sui mutui e sul credito al consumo. I dati raccolti dalla Banca d’Italia indicano peraltro che gli interessi addebitati dalle finanziarie sono molto più elevati di quelli praticati dal sistema bancario. Particolarmente «onerose si rivelano le operazioni di cessione del quinto». Il campo d’azione dell’usura secondo Draghi, si riduce dunque anche creando «i presupposti per accrescere l’offerta di credito da parte degli intermediari legali ai soggetti sprovvisti delle tradizionali garanzie». In tale ambito, possono contribuire alla prevenzione del fenomeno i consorzi di garanzia collettiva fidi il cui ruolo è destinato a crescere con l’applicazione dei parametri di Basilea2.