Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  agosto 01 Mercoledì calendario

ROMA – Doppia mossa del Tesoro sul caso Alitalia. Maurizio Prato, oggi presidente di Fintecna e di Grandi Stazioni, un passato nelle maggiori aziende pubbliche, prende il posto di Berardino Libonati alla guida della compagnia

ROMA – Doppia mossa del Tesoro sul caso Alitalia. Maurizio Prato, oggi presidente di Fintecna e di Grandi Stazioni, un passato nelle maggiori aziende pubbliche, prende il posto di Berardino Libonati alla guida della compagnia. E riceve dal ministro Tommaso Padoa-Schioppa il compito di cederne il controllo con una trattativa privata. La scelta del nuovo manager è maturata nelle ultime ore, ma Libonati, che non aveva ricevuto deleghe gestionali, aveva espresso la volontà di lasciare la guida della compagnia subito dopo il fallimento della gara per condurre la quale aveva accettato l’incarico. Il Tesoro ha accettato la rinunzia che Libonati ha spiegato con «la chiusura della procedura di vendita» ma anche con «la necessità di capacità e esperienze manageriali e conoscenze del settore» in vista dell’apertura «a soluzioni propriamente operative». Ma il cambio di guardia alla Magliana ha anche un altro importante significato: esprime la volontà del Tesoro di fare un passo indietro e affidare la privatizzazione alla compagnia. In questo modo l’azienda potrà attivare quella trattativa privata senza paletti e senza vincoli che l’azionista non avrebbe potuto condurre. Ma non basta: la mossa di Padoa-Schioppa pone un argine alla politica che negli ultimi giorni era tornata a suggerire le soluzioni più disparate per il caso Alitalia. A questo punto Prato potrà avviare i suoi contatti e, soltanto nel momento in cui questi avranno dato un esito con la scelta dell’acquirente, tornerà in campo il Tesoro per concedere o meno il placet. Una strategia che mette il ministero di via XX settembre al riparo da ulteriori eventuali fallimenti. Come si procederà alla vendita è ancora presto per dirlo. Resta prevalente l’ipotesi della ricapitalizzazione che piace ai potenziali concorrenti. Quanto all’Opa, in autunno varranno le nuove regole che stabiliscono che il prezzo debba essere quello d’acquisto del pacchetto di maggioranza. Cioè molto più basso di quello che si pagherebbe con le attuali regole. Maurizio Prato, umbro, sposato, con due figli, classe 1941, vanta esperienze in numerose aziende pubbliche: da Italstat a Autostrade, da Iritecna alla Rai, alle numerose aziende che furono controllate dall’Iri: Alitalia, Finmeccanica, Fincantieri, Cofiri, Stet, Telecom. Probabilmente lascerà l’attuale incarico in Fintecna che a tutt’oggi controlla di fatto Az Servizi, la società di Alitalia che si occupa della manutenzione. Secondo indiscrezioni il piano di ristrutturazione, le cui linee guida dovrebbero essere approvate oggi dal cda, potrebbe prevedere proprio un rientro di quel settore in Alitalia. Intanto ieri sono stati noti i dati dell’indebitamento netto al 30 giugno che risulta in calo di 18 milioni di euro, a quota 1.034 milioni di euro. Liquidità a quota 612 milioni, in linea con la situazione a fine maggio (613 mln). Infine la Commissione di garanzia sugli scioperi ha sanzionato Alitalia e le organizzazioni sindacali per le disfunzioni del servizio a decorrere dal 15 maggio. A Filt-Cgil, Fit-Cisl Cv, Uiltrasporti, Ugl Ta, Sdl, Anpav e Avia) è andata una multa di 2.582 euro ciascuno, a Alitalia una sanzione di 7.500 euro.