Giuseppe Guastella, Corriere della Sera 1/8/2007, 1 agosto 2007
MILANO
campione mondiale di assenteismo. Ha una vastissima cultura su come non lavorare in un ente pubblico, sa come dribblare o sfruttare le norme sulla tutela dei lavoratori a seconda delle necessità e delle occasioni. Degli insegnanti conosce vizi e virtù, per aver praticato più i primi che le seconde. Sarà per una sorta di fatale contrappasso, sarà perché proprio non sapevano che farsene di uno che ha collezionato oltre il 70 per cento di assenze oppure, più probabilmente, volevano evitare che altri studenti pagassero per la sua assenza, sta di fatto che l’ultimo capitolo della storia «lavorativa» del professor M. assume i caratteri del grottesco. Dopo due trasferimenti per «incompatibilità ambientale » e con due pm di Milano a indagare (la Procura della Repubblica sul piano penale, quella della Corte dei conti sul contabile), ora la direzione didattica lombarda ha deciso di toglierlo dalle aule per assegnarlo a un incarico amministrativo. Dove? Lì dove si dovrebbero controllare e gestire i lavoratori per impiegarli nel modo più razionale e produttivo. All’ufficio «Organizzazione e gestione delle risorse umane». Incredibile, ma vero.
Riassunto delle puntate precedenti. Docente di materie scientifiche in un istituto superiore milanese, il professor M. riesce a raggiungere in un anno (è quello 2002 - 2003) anche il 72 per cento di assenze.
Quasi sempre per una malattia che fatalmente inizia di lunedì, dopo un weekend trascorso nel paese natale, in Sicilia.
Lamentele degli studenti, proteste delle famiglie, incontri con il preside. Finalmente partono le indagini ministeriali e le ispezioni sul comportamento del docente. La prima segnala «il numero elevatissimo di assenze e la loro collocazione strategica soprattutto in determinati periodi dell’anno scolastico e le gravi difficoltà e carenze di apprendimento lamentate dagli studenti».
A febbraio M. viene trasferito in altro istituto superiore. Le cose non cambiano. Dopo ben una settimana consecutiva di lavoro, M. torna alle solite abitudini.
E a presentare una pioggia di certificati di malattia. All’ultima maturità i vecchi alunni, quelli lasciati a febbraio 2007, sono bocciati in massa.
Condotte «contrarie e sprezzanti dei doveri» dicono all’ufficio scolastico al quale non rimane, dopo gli scarsi risultati delle precedenti, che avviare una terza indagine ispettiva e una terza azione disciplinare per contestare al professore le ultime assenze dal servizio «ripetute e ingiustificate » e il ripetersi di comportamenti dello stesso tipo. Il professor M. tenta perfino di giustificarsi, ma stavolta le sue parole non bastano.
Gli esiti delle ispezioni e la difesa, ritenuta insufficiente nell’Ufficio scolastico regionale, vengono quindi spediti a Roma al Consiglio nazionale della Pubblica istruzione. Stavolta, però, con acclusa una «proposta di destituzione». Una novità assoluta. vero che si tratta ancora solo di una proposta, com’è vero che è necessario un lungo iter per arrivare fino alla fine del procedimento disciplinare e che a memoria d’uomo non si ricorda un dipendente della amministrazione statale licenziato per assenteismo.
Contemporaneamente, una visita medica collegiale esaminerà il «paziente» per stabilire se la gravità della malattia che lo costringe a tante assenze non lo abbia reso inidoneo al servizio. Parte anche una segnalazione alla Procura della Repubblica che viene sviluppata in un fascicolo aperto dal pm Grazia Colacicco. La Procura presso la Corte dei Conti della Lombardia, invece, ha già concluso la prima parte del suo lavoro. Con un «invito a dedurre», l’equivalente dell’informazione di garanzia penale, i pm contabili hanno già contestato al professor M. di aver causato con le sue assenze un danno erariale di circa 150.000 euro.
Stavolta, insomma, pare che l’ufficio scolastico faccia sul serio. O almeno ci provi. Dalle sue stanze precisano che il nuovo incarico è stato «affidato» al «docente » solo «temporaneamente» in attesa «dei pronunciamenti» vari. E nel frattempo il professor M. che fa? in ferie. Lo rivedranno, forse, il primo settembre.