Paolo Baroni, La Stampa 30/07/2007, 30 luglio 2007
Secondo gli ispettori del ministero del Tesoro, il comune di Catania è sull’orlo della bancarotta: 700 milioni di euro di debiti con le banche, 95 milioni di spese correnti non soddisfatte e 41 milioni di debiti fuori bilancio
Secondo gli ispettori del ministero del Tesoro, il comune di Catania è sull’orlo della bancarotta: 700 milioni di euro di debiti con le banche, 95 milioni di spese correnti non soddisfatte e 41 milioni di debiti fuori bilancio. Secondo gli amministratori locali il problema non esiste perché il Comune ha un ricco patrimonio, stimato all’incirca 8-900 milioni di euro, e vanta crediti per 220 milioni. L’opposizione invece parla di 83 milioni di perdite già acclarate e di 40 milioni di euro fuori bilancio, oltre a una quantità elevata di consulenze, a cominciare dai 24 mila euro spesi per ingaggiare una giovane ventiduenne, nota per essere stata Miss Eritrea, come ”consulente per lo sviluppo industriale della città”. Senza contare i rimborsi dell’indennità ”cenere lavica” (compresi tra 300 e 1.000 euro) erogati a tutti e 4mila i dipendenti del Comune, senza alcuna distinzione, tre giorni prima delle comunali del 2005.