Corriere della Sera 28/07/2007, pag.25 Guido Santevecchi, 28 luglio 2007
Elisabetta e le nozze di diamante In mostra la regina innamorata. Corriere della Sera 28 luglio 2007
Elisabetta e le nozze di diamante In mostra la regina innamorata. Corriere della Sera 28 luglio 2007. LONDRA. Il vestito di seta bianca è esposto al centro della stessa sala al primo piano di Buckingham Palace dove Elisabetta lo aveva indossato il 20 novembre del 1947, il giorno in cui disse «Sì» a Filippo. Sessant’ anni dopo la regina ha deciso di tirarlo fuori dall’ armadio dei ricordi per la mostra «A Royal Wedding» che si apre oggi. Ha una storia, naturalmente, il vestito: per cucirlo erano state impegnate per sette settimane, in assoluto segreto, 350 sarte del couturier reale Norman Hartnell. In un Paese ancora sottoposto all’ austerità del dopoguerra, con un razionamento più stretto di quello imposto durante la lotta contro il nazismo, il governo del laburista Attlee diede generosamente alla principessa 200 coupon extra per vestiario. E migliaia di donne britanniche spedirono alla sposa i tagliandi delle loro tessere annonarie, che però furono mandati indietro con un biglietto di ringraziamento: cedere i buoni personali era considerato borsa nera. Ebbe qualche problema di approvvigionamento anche Mr Hartnell, costretto ad assicurare che i bachi da seta non erano stati allevati in Giappone o Italia e dunque non erano «ex nemici». Qualcosa di italiano però non poteva mancare: lo stilista si ispirò al vestito della «Primavera» di Botticelli. La nazionalità aveva creato imbarazzo anche allo sposo: certo, Filippo era tenente della Royal Navy e aveva fatto la guerra nel Mediterraneo, ma discendeva dalla famiglia Schleswig Holstein Sonderburg Glucksburg, nome troppo «unno» per piacere ai futuri sudditi. Lo aveva cambiato in Mountbatten. Ma le sue tre sorelle avevano mariti tedeschi e non furono invitate. Il Matrimonio Reale fu la prima occasione di festa popolare dopo la celebrazione della vittoria sul nazismo nel maggio 1945. Decine di migliaia di londinesi avevano dormito di fronte ai cancelli di Buckingham Palace per conquistare un punto d’ osservazione del corteo diretto all’ abbazia di Westminster. Al ritorno nessun ricevimento con fiumi di champagne: fuori luogo in quell’ anno di ristrettezze. Soltanto un breakfast per i 146 invitati. Il cartoncino con il menù è esposto: sogliola Mountbatten, pernice in casseruola, fagiolini e patate, bombe glacée Princesse Elizabeth. La cosa più spettacolare ovviamente fu la torta: quattro strati, alta tre metri e pesante 25 chili. Fu tagliata con la spada di Filippo. Lo sposo si era fatto coraggio prima della cerimonia con un gin and tonic, una passione che condivideva con la Regina Madre. Nella Ball Room sono esposti anche alcuni dei 2.500 regali di nozze. Papa Pio XII aveva inviato due tazze da cioccolata in porcellana; il governatore dell’ Australia 500 casse di ananas in scatola; il consiglio comunale di Clydebank una macchina da cucire. Il Mahatma Gandhi un merletto tessuto a mano che Queen Mary, nonna di Elisabetta, trovò «indelicato»: lo aveva scambiato per un perizoma. C’ è una pagina della storia del Regno Unito nella mostra di Buckingham Palace che resterà aperta fino al 28 settembre, mentre Sua Maestà è in vacanza in Scozia. Le 15 sterline del biglietto sono ben spese, perché danno al visitatore il brivido di salire la Scala d’ Onore, attraversare le sale di Stato, passeggiare nei giardini. Ma lo scopo «non ufficiale» dell’ esposizione è quello di celebrare il grande amore tra Elisabetta e Filippo. Caroline de Guitaut, la bella curatrice, dice al Corriere che «la raccolta rivela qualcosa di molto personale su Sua Maestà. il primo sovrano a celebrare le nozze di diamante. Lei ha voluto essere informata di tutto, come al solito, ed è venuta a vedere, si è fermata a osservare il suo vestito, l’ uniforme da tenente del marito». Quella mattina del 20 novembre 1947 il cronista reale del Daily Telegraph si era entusiasmato e commosso, come tutti. E aveva scritto: «Lui sembrava tenero, lei lo guardava in adorazione». I cori di giubilo della gente richiamarono la coppia per tre volte sul balcone del palazzo prima della partenza in carrozza scoperta verso la stazione di Waterloo. Viaggiarono in treno fino a Balmoral per la luna di miele. Poi la principessa e il duca partirono per Malta dove il tenente Philip Mountbatten serviva nella Mediterranean Fleet. Dicono che alle feste al circolo della Royal Navy il duca non permettesse ai colleghi ufficiali di interromperlo mentre ballava con Elisabetta. E faceva suonare sempre dall’ orchestra Take the A-Train di Duke Ellington, il suo pezzo preferito. Certo, ci sono stati anche i pettegolezzi su qualche infedeltà, mai provata. Elisabetta dice che Filippo «è sempre stato, semplicemente, l’ ispiratore della mia forza». E non è un caso che il prossimo 20 novembre la coppia farà tappa a Malta, durante un viaggio verso l’ Africa per il vertice del Commonwealth. Un’ altra luna di miele. Guido Santevecchi