Corriere della Sera 28/07/2007, pag.23 Alberto Pinna, 28 luglio 2007
Tassa sul lusso, lo stop del governo. Corriere della Sera 28 luglio 2007. CAGLIARI – Il governo ha impugnato le «tasse sul lusso» e sarà la Corte costituzionale a decidere se il tributo su seconde case, imbarcazioni, aerei, plusvalenze sugli immobili costieri e imposte di soggiorno volute dal governatore della Sardegna Renato Soru è legittimo
Tassa sul lusso, lo stop del governo. Corriere della Sera 28 luglio 2007. CAGLIARI – Il governo ha impugnato le «tasse sul lusso» e sarà la Corte costituzionale a decidere se il tributo su seconde case, imbarcazioni, aerei, plusvalenze sugli immobili costieri e imposte di soggiorno volute dal governatore della Sardegna Renato Soru è legittimo. La decisione era attesa, da qualche giorno filtravano anticipazioni e già lo scorso anno la prima versione della tassa era stata impugnata; poi c’era stata una correzione della Regione e i problemi sembravano superati. Ma nella finanziaria 2007 le norme, pur con qualche modifica, sono state reintrodotte e il governo, su indicazione tecnica del ministero dell’Economia (uffici delle finanze), ha rilevato profili di illegittimità e contesta alla Regione il potere di autonoma imposizione fiscale. Soru non l’ha presa bene: «Lo statuto speciale della Sardegna è legge costituzionale; noi lo abbiamo applicato, usando bene i poteri che sono anche nella Costituzione italiana. Difenderemo le nostre posizioni: del resto non è la prima volta che il governo contesta la legittimità di nostre leggi e poi perde. Aveva impugnato il bilancio 2005 e la Corte Costituzionale ci ha dato ragione. Può accadere così anche stavolta». La decisione del governo non ha alcun effetto immediato: chi ha una seconda casa nella fascia costiera e non è residente nell’isola, i proprietari delle imbarcazioni lunghe più di 14 metri e di aerei che decollano o atterrano in Sardegna, chi (sempre non residente) rivende un alloggio dovrà comunque pagare l’imposta. Dal 2008 i non residenti dovranno versare anche una tassa di soggiorno: a decidere se applicarla o no saranno tuttavia i Comuni, ai quali andrà una quota consistente degli introiti. Soltanto se e quando – si suppone fra l’inverno e la prossima primavera – la Corte costituzionale darà ragione al governo, potranno chiedere i rimborsi. Ma è probabile che il muro contro muro fra il governo e la Regione Sarda si risolva prima. Lo fa intuire anche il ministro degli Affari regionali Linda Lanzillotta: «Resta fermo l’impegno a proseguire il confronto con la Regione: l’auspicio è che si possano concordare modifiche tali da consentire al governo di ritirare i ricorsi». Anche Soru apre uno spiraglio: «A settembre nella finanziaria regionale 2008 si potrebbe vedere se ci sono spazi per qualche correzione ». Del resto pure nella finanziaria 2007 furono introdotte modifiche, anche sostanziali: una riduzione per case e imbarcazioni, la revisione dell’esenzione per gli emigrati. Al centrodestra non basta. « uno schiaffo di Prodi a Soru, che si ostina ad andare avanti – hanno affermato il deputato ed ex presidente della Regione Mauro Pili e il capogruppo di Forza Italia Giorgio La Spisa – nonostante l’alt dei suoi amici al governo. Dovrebbe dimettersi o abrogare la tassa ». I Verdi, Prc e Marco Rizzo (Comunisti Italiani) invece hanno difeso il governatore Soru/Robin Hood: «Governo come lo sceriffo di Nottingham: ha sposato i privilegi dei ricchi a scapito dei poveri ». Ma è vero che c’è stata un’evasione di massa? «Falso – smentisce Soru ”, la tassa è stata finora pagata da metà dei contribuenti». Secondo le stime (ufficiose) su poco più di 50mila proprietari non residenti di seconde case almeno 24mila hanno versato. Berlusconi, che ha la villa più grande (la Certosa, 2.500 metri quadri, 100 ettari di parco), ha dato l’esempio: ha pagato 48mila euro. Il gettito, previsto in 33 milioni di euro, è stato finora di 13. I versamenti però continuano ad arrivare; per i ritardatari sono già pronte le cartelle di sollecito e per gli evasori – assicurano all’assessorato alle finanze – non ci sarà scampo: con l’incrocio dei dati fra Regione, ministero e Comuni verranno tutti individuati. Alberto Pinna