La Stampa 30/07/2007, pag.41 LIETTA TORNABUONI, 30 luglio 2007
Non si può maltrattare così De Oliveira. La Stampa 30 Luglio 2007. Sinuosa, bella, elegantissima, una ricca signora s’impermalisce perché la Madonna è apparsa ai pastorelli di Fatima ma da lei non si fa vedere, nonostante le molte invocazioni: «Perché ai contadinelli sì, e a me no?»
Non si può maltrattare così De Oliveira. La Stampa 30 Luglio 2007. Sinuosa, bella, elegantissima, una ricca signora s’impermalisce perché la Madonna è apparsa ai pastorelli di Fatima ma da lei non si fa vedere, nonostante le molte invocazioni: «Perché ai contadinelli sì, e a me no?». Specchio magico di Manoel de Oliveira, presentato alla Mostra di Venezia nel 2005, esce in Italia dopo due anni, male, nella stagione peggiore e neppure doppiato (il che sarebbe un vantaggio, se non fosse invece un segno di disinteresse, una voglia di non spendere). E’ incredibile vedere come alcune opere del Maestro portoghese vengano maltrattate, non rispettate. Sarà perché il grande autore ha 99 anni, sarà perché dirige regolarmente un film l’anno, sarà perché non segue le mode: eppure tutti i suoi film emanano un incantesimo raro. Siedi nel buio, guardi immagini stupende e inquadrature preziose, ascolti testi bellissimi che esprimono idee profonde e inquietanti: si potrebbe chiedere di più? Specchio magico allude nel titolo a quello specchio che riflette sempre il passato e quanto sfugge alla normalità. Parla della mania religiosa e del destino, delle differenze di classe, di «quella tristezza moderna che chiamiamo benessere». Racconta con sarcasmo anticattolico e anticapitalista di Leonor Silveira, signora ricchissima, mistica che si circonda di studiosi (tra i quali Michel Piccoli) per avere la certezza che la Madonna fosse una ricca come lei. Vero, confermano gli esperti: perché i soldati romani avrebbero dovuto giuocarsi ai dadi la tunica di Gesù se non fosse stata di stoffa lussuosa? E non è chiaro che alle nozze di Cana la padrona di casa era lei, era la Madonna? Non vedendo appagato il suo desiderio d’una visita della Madonna, la signora si ammala. Un suo dipendente (Ricardo Trepaz, nipote del regista) con l’amico furfante Luis Miguel Cintra cerca invano di organizzarle una falsa apparizione. Il marito la porta in viaggio nei posti che lei ama e che paiono tombe in attesa: i Luoghi Santi di Gerusalemme, Venezia e l’Hotel Danieli. La signora muore. Tratto dal romanzo di Augustina Bessa-Luis A alma dos ricos (L’anima dei ricchi), il film è ammirevole e magnifico, anche molto divertente. L’interpretazione degli attori va oltre la bravura: l’impressione è che la annosa familiarità con il Maestro dia loro una profonda familiarità anche con le sue idee e il suo stile. LIETTA TORNABUONI