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 2007  luglio 30 Lunedì calendario

TRA BOT E BIT DELLA RADIO BANCARIA

La Stampa 30 Luglio 2007. La radio è arrivata in banca. Dopo il supermercato e i centri commerciali anche in banca c’è la radio. Certo, la musica soffusa in quei luoghi del consumo è presente da molto tempo; negli istituti di credito è invece una novità. Una volta in banca dominava il silenzio, si parlava sottovoce o si sussurrava, come in chiesa. La banca cattedrale del capitalismo: il cassiere o il direttore sacerdoti laici nel confessionale; il denaro è sacro o, simmetricamente, lo sterco del Diavolo. La musica rende allegri e spinge al consumo. Come racconta in un libro formidabile Victoria De Grazia, L’impero irresistibile (Einaudi), l’introduzione della musica in sottofondo nei grandi magazzini «Cinq et Dix» nel 1927 incrementò le vendite di un terzo il giorno stesso in cui fu installata.
Il consumo è compulsivo, irriflessivo, decisamente irrazionale: nessuno sa bene perché ha messo nel carrello quel prodotto invece di un altro. La pubblicità non spiega tutto, la musica forse sì; ma la musica, a sua volta, non ha perché: funziona, oppure no. Ora anche in banca e nei supermercati - ad esempio nella catena popular DíperDí - c’è una radio, una vera e propria radio - Radio-Banca Intesa San Paolo e Radio DíperDí - che alterna brani musicali a offerte commerciali, recensisce libri in vendita negli scaffali, trasmette brevi giornali radio. Mentre sei in fila alla cassa, o mentre stai per prelevare del contante dal bancomat, una voce femminile o maschile, a seconda dei casi, ti informa sui mutui disponibili, sui prestiti, sulla possibilità di essere finanziato in tempi rapidi e senza troppe difficoltà. Enuncia nomi di prodotti finanziari che somigliano a quelli delle merendine o dei biscotti, mutui che ricordano il titolo di un film. La carta prepagata si chiama Flash, quella di credito Blu, il conto corrente Zerotondo. Musica e finanziamenti, canzonette e denaro. La medesima cosa accade al pop DíperDí: vengono reclamizzate offerte convenienti, prodotti a buon mercato, sconti del giorno o della settimana.
La radio è di proprietà della banca stessa e viene diffusa via Internet, mediante una rete telefonica privata, nel caso della Banca Intesa, la Cisco-System, che collega anche i centralini delle filiali e, con ogni probabilità, gestisce le informazioni delle transazioni e dei bancomat. L’immateriale - la moneta elettronica è già qui - si sposa bene con la musica: tutto diventa bit, anche i Bot e Cct, e i suoni non viaggiano più per l’etere ma dentro il doppino del telefono.
Marco Belpoliti