La Repubblica 28/07/2007, pagg.1-17 STEFANO BARTEZZAGHI, 28 luglio 2007
Sul Web le mappe fai da te così l´Atlante cambia volto. La Repubblica 28 luglio 2007. FORSE non avremmo mai pensato di poterle condividere esplicitamente, ma le mappe della propria città (o della provincia, regione, nazione) sono per ognuno di noi, e innanzitutto, mappe mentali
Sul Web le mappe fai da te così l´Atlante cambia volto. La Repubblica 28 luglio 2007. FORSE non avremmo mai pensato di poterle condividere esplicitamente, ma le mappe della propria città (o della provincia, regione, nazione) sono per ognuno di noi, e innanzitutto, mappe mentali. Non sempre coincidono con quelle ufficiali: cambiano, per esempio, i criteri di rilevanza. Ci sono persone che conoscono la città attraverso le sue gelaterie. E se date loro l´indirizzo di un elettrauto vi dicono: «Ah sì, nella traversa di quella via dove fanno bene il pistacchio». Mappe individualissime possono corrispondere a percorsi sentimentali, dove panchine di parchi, baretti e altri luoghi compongono le stazioni di una propria passione, felice oppure no. Il consumista avrà in testa un congruo numero di mappe, e in una gloriosa giornata di shopping saprà intersecare la mappa dei vestiti con quella delle scarpe e con quella degli accessori; il proprietario di case organizzerà la città per fasce di prezzo e tipologia di caseggiati. Ognuno ha molte proprie mappe che semplificano la pianta urbana della propria città, riducendola ai punti di proprio interesse proprio come la mappa della metropolitana semplifica i caotici intrecci dei quartieri che stanno di sopra. Come già sapevano gli antichi ogni mappa mentale è un sistema di memoria: nello spazio immaginato dalla mente trovano collocazione e anche sistemazione gerarchica i diversi elementi della nostra conoscenza. Fino a ora non capitava, però, di tracciare effettivamente tali mappe. La sorprendente novità Internet delle mappe collettive, in cui i saperi individuali si aggregano, mette a disposizione lo strumento per fissare i propri percorsi, confrontarli con quelli altrui, ridisegnando attraverso una nuova conoscenza il territorio a cui ogni mappa si riferisce. Sono strumenti di un nuovo orientamento, e rispondono a nuovi disorientamenti. STEFANO BARTEZZAGHI