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 2007  luglio 28 Sabato calendario

«La Bersani è stata applicata». Il Sole 24 Ore 28 luglio 2007. ROMA. I consumatori hanno tuonato e il ministro dello Sviluppo, Pierluigi Bersani, ha detto: a settembre facciamo i conti e vediamo un po’ se la mia legge ha funzionato o meno

«La Bersani è stata applicata». Il Sole 24 Ore 28 luglio 2007. ROMA. I consumatori hanno tuonato e il ministro dello Sviluppo, Pierluigi Bersani, ha detto: a settembre facciamo i conti e vediamo un po’ se la mia legge ha funzionato o meno. Ma per il presidente dell’Abi, Corrado Faissola, la normativa è stata applicata a dovere e, in termini di dinamica dei tassi, gli effetti positivi di un mercato concorrenziale si vedono. Cosa dicono i conteggi che avete appena spedito alle authorities di controllo? I nostri conti dicono che c’è stata una simmetria pressochè perfetta tra la dinamica dei tassi attivi e passivi sulle diverse forme di raccolta e impieghi. Prendiamo il comparto dei conti correnti, che è significativamente il più importante per quel che riguarda i privati. Possiamo constatare che i tassi sugli scoperti di conto corrente sono cresciuti da giugno 2006 a maggio 2007 di 29 punti base mentre quelli sulle giacenze sono cresciuti di 32 punti base. Dunque verifichiamo un, sia pur modestissimo, peggioramento dello spread che le banche incassano su questa tipologia di prodotto. E si tratta di uno spread tra i più bassi di quelli che si applicano in Europa, si pensi a Germania, Francia e Spagna. Sono dati che in modo inequivocabile confermano come la legge Bersani sia stata rispettata. Lo stesso si può dire per i mutui, ai quali le nuove norme non si applicano: non c’è nessuna categoria di mutuo per la quale l’incremento della forbice sia stato superiore a quello decretato dalla politica monetaria: di un punto è aumentato il tasso di riferimento della Bce, un punto al massimo è stata la crescita dei nostri tassi. Del resto, è abbastanza logico, dal momento che la maggior parte dei mutui a tasso variabile sono parametrati all’Euribor: si tratta in pratica di un’applicazione meccanica. E per il credito al consumo? Qui la concorrenza ha lavorato molto: per esempio, per il segmento a cinque anni si è verificata addirittura una diminuzione dei tassi nonostante gli aumenti della Bce. Eppure, proprio sulla dinamica dei tassi sul credito al consumo in rapporto a quella europea si sono appuntate le critiche del Governatore della Banca d’Italia.. Il Governatore faceva dei confronti internazionali sul primo trimestre 2007. Ma, come si desume anche dalla vicenda dei crediti subprime degli Stati Uniti, le politiche di assunzione del rischio da parte delle singole imprese bancarie nei singoli paesi sono diverse. Se io faccio credito a soggetti che in un altro paese non vengono finanziati, è evidente che i tassi sono diversi. Il dato complessivo che ha fornito il Governatore alla nostra assemblea è senz’altro vero, ma l’ha detto in una riga, riassumendo così un argomento che richiederebbe maggior spazio. Ma perchè sui tavoli delle associazioni sono arrivati ben 14 mila reclami di consumatori che parlano di mancato adeguamento tassi? Il significato della normativa Bersani è stato chiarito da una interpretazione autentica del ministero che ricorda come la legge non dice che a fronte di un aumento dei tassi esiste l’obbligo di aumentare i tassi. La norma dice che se si aumentano i tassi attivi si debbono corrispondentemente aumentare quelli passivi della singola, omogenea, tipologia. Certo, chi ha uno scoperto di conto corrente e si è visto aumentare il tasso di 0,29% a fronte di un rialzo decretato dalla Bce pari a un punto, non scrive per protestare. Protesta invece, fraintendendo il senso della legge, chi, dopo aver visto un rialzo di un punto da parte della Bce, constata che il suo tasso sul deposito è aumentato soltanto dello 0,32 per cento. Del resto, mi sembra necessario lasciare un margine di flessibilità alla politica aziendale della singola banca. Tra l’altro, pur essendo certamente ogni singolo reclamo da considerare con grande attenzione, io non ingigantirei i numeri, perchè si tratta di una percentuale di scarso significato rispetto ai trentasei milioni di conti correnti bancari (anche se si trattasse di 14.000 reclami sarebbe una percentuale dello 0,4 per mille). Se si va in un supermercato, è probabile che quattro reclami su 10.000 clienti non vengano considerati una cifra abnorme. Ma, ripeto, ogni reclamo va valutato comunque con la dovuta attenzione. Lei ha fatto riferimento ai mutui subprime americani. Come valuta il giovedì nero delle Borse mondiali? Penso che si tratta di fenomeni che nel mondo della finanza, periodicamente, capitano. Quando questi aggiustamenti si verificano non esiste una sola causa facilmente individuabile, ma in genere vi sono molte concause che hanno un effetto moltiplicatore. Ritengo in ogni caso che le autorità di vigilanza a livello mondiale abbiano tutti gli strumenti per intervenire in modo tale che da queste situazioni non discendano delle conseguenze poarticolarmente incisive. Però bisogna anche tener conto di un altro aspetto. Quale? La complessità della finanza, che si avvale di strumenti sempre più evoluti, rende necessaria innanzitutto una grandissima cura da parte degli intermediari nei controlli interni e nella funzione di compliance. E poi, richiede ogni volta un’azione decisa delle autorità di vigilanza. Perchè qualcuno che eccede, sicuramente, ci sarà sempre. Ma ho fiducia che esista, a livello globale, la capacità di circoscrivere il rischio potenziale di questi strumenti, da parte dei supervisors. Rossella Bocciarelli