Pierangelo Molinaro, ཿLa Gazzetta dello Sport 30/7/2007;, 30 luglio 2007
«Ho sempre sostenuto che è un quattrocentista nato perché le cose più belle le fa a intensità sub-massimali
«Ho sempre sostenuto che è un quattrocentista nato perché le cose più belle le fa a intensità sub-massimali. Andrew si gratifica nella fatica. Nei 200 può già correre sotto 20”, pensavo lo potesse fare lo scorso anno dopo certi allenamenti che gli ho visto fare. Penso che la specialità più difficile per lui sono i 100 metri, per i 200 quello che gli ha dato la Natura lo rende già competitivo. Ma è sui 400 che può dare il massimo. Lo scorso anno ha corso in 46”04 dimostrando un potenziale spaventoso. So che pensa a Carl Lewis, ma lui dovrebbe invece ispirarsi a Michael Johnson che più gli somiglia». (Il futuro di Andrew Howe secondo Roberto Bonomi, allenatore di molti velocisti azzurri che l’ha visto crescere sul campo di Rieti)