Antonella Baccaro, Corriere della Sera 31/7/2007, 31 luglio 2007
ROMA – Si gioca tutto sul futuro di Az Servizi e su quello di Malpensa il destino della privatizzazione di Alitalia
ROMA – Si gioca tutto sul futuro di Az Servizi e su quello di Malpensa il destino della privatizzazione di Alitalia. Sono questi due i nodi che il piano Schisano, le cui linee guida saranno sottoposte domani all’approvazione del consiglio d’amministrazione della compagnia, cercherà di sciogliere. Obiettivo: spianare la strada alla vendita. Ma mentre il presidente della compagnia, Berardino Libonati, fa sapere che resterà al suo posto, non essendoci incompatibilità con la futura vicepresidenza di Unicredit, all’interno del governo non c’è ancora accordo su chi possa essere l’acquirente da privilegiare nella «trattativa». Se da una parte il Tesoro sembra propendere per una soluzione- Air France, dall’altra proprio ieri il vicepremier Francesco Rutelli, leader della Margherita, è tornato a porre le proprie condizioni: «Alitalia ha detto il ministro del Turismo - non può diventare una compagnia regionale, al servizio di un altro vettore europeo, ne va del futuro del Paese ». Per Rutelli, dopo il fallimento della gara, «non si deve gettare la spugna» e occorre puntare a «un vettore commisurato a un Paese da 60 milioni di abitanti». Parole che sembrano porre un veto su ipotesi in cui vettori, come Air France ma anche Lufthansa, fagocitino Alitalia. Per una volta Rutelli si trova d’accordo con la sinistra massimalista: Rifondazione e Pdci continuano a propendere per una soluzione «italiana» che veda ritornare in campo il patròn di Air One, Carlo Toto. A sfavore di Air France gioca anche il caso Malpensa: il ridimensionamento dello scalo milanese sarebbe una delle condizioni imposte dal vettore francese. Ma nel governo c’è un forte imbarazzo a assumere una decisione che il Nord produttivo del Paese prenderebbe come l’ennesimo affronto. C’è poi il nodo sindacale. La Cgil, che in Alitalia, ha un forte presidio nella manutenzione e nell’handling, teme che Air France voglia smantellare entrambi i settori, riducendo la compagnia a Az Fly. Contro tutte queste pregiudiziali il Tesoro dovrà combattere. La prima arma sarà proprio il nuovo piano di Alitalia nel quale, si dice, il caso Az Servizi sarà risolto con un ritorno al passato. Alitalia dovrebbe riassumerne il controllo, ora in mano sostanzialmente alla società pubblica Fintecna, mantenendo il settore della manutenzione e dell’handling di Fiumicino e dismettendo tutti gli altri. La ristrutturazione comporterebbe degli esuberi per i quali sarebbero previsti ammortizzatori sociali. Il 3 luglio scorso è stato prorogato fino a settembre il trattamento di cassintegrazione per non più di 6 mila lavoratori di Az Servizi. Ma il sindacato scommette che se Alitalia riorganizzerà davvero la manutenzione, cambiando anche il management e puntando a offrire il servizio anche all’esterno, ci sarà addirittura da assumere.Sul capitolo Malpensa il piano non dovrebbe dire molto. La levata di scudi, seguita alle indiscrezioni circa un ridimensionamento dello scalo, consigliano prudenza. L’obiettivo resterà lo stesso ma le relative decisioni saranno assunte gradualmente. Intanto il Tesoro starebbe approfondendo il tema della procedura di privatizzazione da seguire dopo il fallimento della gara. L’ipotesi della «trattativa condotta dal Tesoro e dall’azienda», descritta dal ministro Tommaso Padoa- Schioppa, in un’audizione parlamentare, resta privilegiata. Dopo l’approvazione del piano, il cda di Alitalia, proporrebbe all’assemblea l’abbattimento del capitale e la sua ricostituzione. Il Tesoro non sottoscriverebbe la propria quota lasciandola al migliore offerente ma a precise condizioni. Proprio l’imposizione di certi vincoli dovrebbe consentire al Tesoro di preselezionare i soggetti con cui poi andare a trattare.