Corriere della Sera 31/7/2007, 31 luglio 2007
( m. sen.) – Caduta per un po’ nel dimenticatoio, la vendita delle riserve auree della Banca d’Italia rispunta all’orizzonte
( m. sen.) – Caduta per un po’ nel dimenticatoio, la vendita delle riserve auree della Banca d’Italia rispunta all’orizzonte. E in grande stile, perché è una delle otto direttive per la manovra di bilancio che la maggioranza sta per consegnare al governo con la sua risoluzione sul Dpef. L’operazione, che punta dritto agli oltre 50 miliardi di euro d’oro custoditi nei caveau di Via Nazionale, e solo in parte asserviti alle esigenze del sistema europeo di banche centrali, dovrebbe servire per abbattere «significativamente» il debito pubblico. Per questo la maggioranza impegnerebbe il governo a verificare con la Ue «forme concordate di utilizzo delle riserve delle banche centrali eccedenti». La maggioranza, tuttavia, suggerisce al governo un sistema ancor più sbrigativo, efficace ed indolore. Discutere, cioè, con la Ue una diversa «classificazione delle operazioni patrimoniali e delle partite finanziarie», vale a dire i criteri contabili di Eurostat, ma anche «aprire nuovi spazi a forme più qualificata di spesa pubblica». Che magari non pesi sui parametri.