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 2007  luglio 31 Martedì calendario

MILANO

Dalle riviste patinate alla vita di tutti i giorni. Le donne incinta a 40 anni oggi non si vedono più solo sui settimanali di gossip, immortalate con il pancione alla faccia della loro età, com’è capitato a attrici (Nicole Kidman), cantanti (Madonna), donne di potere (Cherie Booth in Blair) e giornaliste tv (Maria Luisa Busi e Daria Bignardi). Per imbattersi in una neomamma over 40 adesso basta guardarsi intorno in strada, in spiaggia e al parco. l’Italia, infatti, il Paese a cui spetta a sorpresa il primato della maternità tardiva: 5 bebè su 100 sono partoriti da donne che hanno oltrepassato gli anta. una percentuale praticamente doppia rispetto alla medie internazionali misurate in Francia, Spagna, Olanda, Svezia, Danimarca e negli Stati Uniti. I motivi: economici, lavorativi e di organizzazione familiare. Barbara Pollastrini, ministro alle Pari opportunità, commenta: «Il rinvio della scelta di avere un bambino va interpretato come un grido lacerante delle italiane, troppo spesso penalizzate in opportunità di lavoro, busta paga e diritti sociali».
I dati emergono dallo studio «Avvicinarsi al limite, il trend della fertilità in età avanzata», condotto dall’Università Bocconi. La ricerca è stata pubblicata ieri sulla rivista Population and Development. Il trend è di fare pochi figli e tardi, anche sfidando l’orologio biologico con la fecondazione assistita. Oltre 26 mila nel 2005 le italiane che hanno partorito superata la soglia dei 40: la percentuale di parti in età matura è del 4,6% contro il 2% degli anni Ottanta e Novanta (prima la media era del 3,6%, ma solo perché le donne cominciavano presto a fare figli e andavano avanti fino a 45 anni). In forte calo, come conseguenza diretta, il numero di bebè all’attivo: dalla media di quasi tre per famiglia si passa al figlio unico (o al massimo con un fratello/una sorella). «Il calendario della vita delle donne è cambiato – spiega Francesco Billari, demografo della Bocconi ”. L’idea di mettere al mondo un bambino viene rimandata in attesa di una tranquillità lavorativa e economica sempre più difficile da raggiungere».
Spesso la maternità è ritardata a oltranza. Così a Milano, per esempio, un figlio su cinque nasce in provetta.
«Ma con l’età – avvisa Billari – diminuiscono in ogni caso le chances di successo». Su 100 donne che tentano di restare incinta a 40 anni, 57 ci riescono in modo naturale, 36 restano senza figli anche se ricorrono alle tecniche di fecondazione. Altre 7 hanno un bebè in provetta.
Spiega, poi, Billari: «La maternità tardiva è legata a doppio filo anche alle politiche sociali». In Francia ci sono sussidi fino a 400 euro al mese per le madri che studiano. In Europa si moltiplicano, poi, gli asili: in Danimarca i bambini fino a 3 anni portati al nido sono il 61,7%, in Svezia il 39,5%, negli Usa il 29,5%. Ma l’Italia è ultima (6,3%). Il ministro Barbara Pollastrini guarda avanti: «Bisogna riconoscere il valore sociale della maternità – dice ”. Servono misure d’urto: dagli incentivi fiscali alle aziende che assumono donne al sostegno per quelle che investono nelle pari opportunità».