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 2007  luglio 31 Martedì calendario

ROMA – Vicolo Scavolino, zona Fontana di Trevi. Appuntamento il martedì o il mercoledì sera. La casa è quella di Giovanni Carbonella da Brindisi

ROMA – Vicolo Scavolino, zona Fontana di Trevi. Appuntamento il martedì o il mercoledì sera. La casa è quella di Giovanni Carbonella da Brindisi. Ai fornelli non c’è più Giuseppe Fanfani, dirottato dal partito ad Arezzo con grande rimpianto per le sue tagliatelle con i porcini. Ma all’ingresso c’è sempre la scatola di legno dove gli invitati depositano 10 euro per dividere la spesa, gli occhi puntati su Emilio Delbono, bresciano con fama di braccino corto. Da Potenza Antonio Boccia ha portato un’altra volta l’Aglianico, secondo lui il «vino migliore del mondo». Le donne scarseggiano, e per fortuna che da Caserta è arrivata Rosa Suppa con relative mozzarelle. Tv accesa, cravatte slacciate, sigarette. In paese chissà cosa penseranno dell’onorevole: la Capitale, la Dolce vita, belle donne, locali chic. E invece la giornata del parlamentare semplice – quello che viene da lontano e che non ha ancora guadagnato nemmeno cinque secondi in un pastone del tiggì – è quella triste, solitaria y final di chi è abituato al legno duro della panchina. Vita da peones, serate un po’ sfigate. Come quelle di uno studente fuori sede appena arrivato in città. Come quelle di un militare di leva, costretto a uscire per la pizza con i commilitoni e fare gli stessi discorsi sentiti tutto il giorno nella Camera(ta) dei deputati. Molti più soldi in tasca, certo. Ma le tattiche difensive contro la solitudine sono le stesse. Il parlamentare fuori sede si rifugia nel branco dei conterranei. I milanesi escono con i milanesi, i napoletani con i napoletani. Stessa parlata, stesse abitudini. La tribù più compatta è quella dei toscani: una quindicina, quasi tutti diessini, guidati da Michele Ventura, con Andrea Lulli, Rolando Nannicini e Claudio Franci. Si mangia nelle trattorie di Testaccio, spesso da «Nè Arte nè parte». A volte ci sono anche Salvatore Raiti e Vladimiro Crisafulli, siciliani è vero, ma ammessi perché forchette di chiara fama. Anche i veneti fanno gruppo, e preferiscono la zona più tranquilla di via Giulia. Vita morigerata, insomma, al massimo una cena e poi tutti a nanna che domani si vota. Cercano l’aria di casa anche i leghisti ma sono lontani i tempi in cui Umberto Bossi faceva fare ai suoi vita monacale – pizza e Coca cola, tovagliette di carta – per non farsi «corrompere dall’aria di Roma ladrona». I giovani leghisti Paolo Grimoldi, Maurizio Fugatti, Massimo Garavaglia, Stefano Allasia e Carolina Lussana, tutti sotto i quaranta, si incontrano da «Coco», o in uno degli altri ristoranti che colorano l’animata piazza delle Coppelle. Zona di aperitivi e bevute fino a tardi che tolgono il sonno ai residenti, compresi (forse qui sta la loro perfidia) Piero Fassino e signora. Se non nella terra d’origine, il rifugio si cerca nei compagni di lavoro. Guido Crosetto, Angelino Alfano e Maria Teresa Armosino – vicini di banco in commissione Bilancio – escono spesso nella zona di Piazza Navona. Quelli di Rifondazione si spostano più in là, dalle parti di Porta Pia, verso i ristoranti vicini alla sede del partito. I Verdi si muovono tra Fontana di Trevi e Trastevere. Ma c’è anche chi si espone ai rischi della contaminazione. Primi fra tutti i trenta della nazionale di calcio parlamentari. Allenamento tutti i martedì alle otto e mezza di sera, campo militare della Cecchignola. Cena alle undici da «Ziro», vicino a piazza del Popolo. In porta Augusto Rocchi (Rifondazione, ex giovanili dell’Inter), mediano Salvatore Buglio (Rosa nel pugno), centravanti Marco Airaghi, fedelissimo di La Russa affiancato dal Verde Tommaso Pellegrino (8 gol in cinque partite). A cena il terzino Simone Baldelli (Forza Italia) parte con il suo repertorio di canzoni napoletane. La versione chic dell’accoppiata partitella’pizza tra colleghi di lavoro. Ma il vero obiettivo del parlamentare fuori sede, come dello studente fuori sede, è infilarsi in una delle feste organizzate dai colleghi che vivono a Roma. Sono tantissime, perché sempre più spesso deputati e senatori preferiscono il salotto degli amici ai locali a rischio flash e gossip. Le serate più ambite sono quelle a casa della Verde Paola Balducci, vicino a Piazza Venezia, e dei deputati di Forza Italia Guido Viceconte (via Cortina d’Ampezzo) e Angelo Sanza, zona di Villa Borghese. Poi c’è il sogno, i ricevimenti organizzati da Rocco Crimi. Dicono che si mangi male, «roba da microonde», si è lamentato Claudio Scajola. Ma chi varca quella soglia davvero comincia a contare qualcosa, non è più uno dei peones. Come quel tipo di Forza Italia, passata legislatura: si era talmente indebitato per la campagna elettorale che, nonostante i 14 mila euro di indennità, non si poteva permettere un affitto. Dormiva di nascosto negli uffici della Camera. Nemmeno una doppia in zona ben collegata.