Corriere della Sera 27 luglio 2007, pag.23 Marco Gasperetti, 27 luglio 2007
Da Thomas Mann agli Agnelli Il pontile del Forte e 50 anni di incontri. Corriere della Sera 27 luglio 2007
Da Thomas Mann agli Agnelli Il pontile del Forte e 50 anni di incontri. Corriere della Sera 27 luglio 2007. FORTE DEI MARMI. Quella passeggiata sul pontile, seicento metri andata e ritorno sopra le onde, per mezzo secolo ha coccolato gli innamorati e incantato i turisti. Cemento e lampioni, fontane e profumi di mare davanti alle Alpi Apuane, una strada atipica, che ha segnato la storia di Forte dei Marmi e della Versilia. Oggi il pontile festeggia il suo compleanno. Anzi, due: i 50 anni della rinascita (1957) dopo la distruzione nazista. E i 130 anni dalla nascita, nel 1877, quando completamente di legno era percorso da rotaie e carrelli pieni di marmo trascinati dai buoi. La doppia festa, alla quale parteciperanno generazioni di turisti e vip, si farà a fine estate con la collaborazione di stabilimenti balneari e locali storici, come il mitico Piero e la Capannina. E saranno ricordati anche tutti quei cavatori e marittimi impegnati in un lavoro durissimo e mal pagato. «Sarà una grande notte bianca, con uno spettacolo di musica e fuochi d’artificio proprio sul pontile – dice il nuovo sindaco, il ds Umberto Buratti – più che mai simbolo del nostro comune, proiettato verso un rilancio turistico e culturale». Già, perché il 2007 è stato l’anno del Forte. «Con il ritorno di industriali e uomini di cultura – conferma Roberto Santini, gestore del Bagno Piero ”, che assieme ai personaggi storici hanno contribuito a fare grande la Versilia. E hanno amato il pontile, una volta simbolo del lavoro e oggi della vacanza». Personaggi come Thomas Mann, folgorato dalle montagne di marmo che «quasi si specchiano nel mare», o Aldous Huxley, che arrivava sul pontile verso l’imbrunire indossando un pigiama a righe per non farsi riconoscere. E ancora: qui Italo Balbo decise di ammarare con un idrovolante e il confinato Curzio Malaparte, scontata la pena, acquistò una villa proprio davanti al quel «lungo braccio proiettato verso il mare». Stregati pure Renato Fucini, Puccini, Marconi, lo scrittore Riccardo Bacchelli, lo scultore Henry Moore, Edda Ciano, Luchino Visconti, Paola di Liegi (che a Forte dei Marmi è nata) e l’intera famiglia Agnelli. Al pontile Manlio Cancogni ha dedicato un romanzo, «Il latte del poeta», pubblicato da Rizzoli nel 1977. « il ricordo del primo pontile, quello di legno – racconta ”. Come in un quadro rivedo ancora le rotaie, la gru che sollevava i marmi e sulla quale i ragazzini facevano i tuffi, i barconi nerissimi». E oggi? «Continua a essere il simbolo di Forte dei Marmi – risponde Romano Battaglia ”. Perché racchiude l’essenza della Versilia. Romantico, rilassante, ma anche capace di generare emozioni forti. Con il libeccio le onde ti bagnano come un veliero nella tempesta. Ti volti, vedi le montagne di marmo e l’anima ha come un sussulto». Silvana Coveri, la stilista, in vacanza al Forte va da 32 anni. «Fonte di ispirazione lo è anche il pontile. Cammini e guardi il mare, ti sposti dalla risacca verso il largo e respiri il salmastro e la brezza delle Apuane. In uno stato di relax creare è più semplice». Che cosa sarebbe Forte dei Marmi senza il suo pontile? «Non sarebbe affatto – risponde Giorgio Giannelli, storico e giornalista, autore di saggi sulla Versilia ”. Mi ricordo ancora nel 1946 quando in tanti scesero in piazza per chiederne la ricostruzione. C’erano lavoratori e cittadini, quasi tutti anarchici, e minacciarono una mezza rivoluzione tanto da costringere il prefetto di Lucca ad arrivare e promettere che il nuovo pontile sarebbe stato costruito. Ci impiegarono dieci anni e quando fu posta la prima pietra ormai non serviva più per il trasporto del marmo ». Con il boom economico e l’industria del turismo Forte dei Marmi era cambiata. Per sempre. Marco Gasperetti