Corriere della sera 27/07/2007, pag.22 Matteo Persivale, 27 luglio 2007
Los Angeles e il «miglio della coca» Assalto ai bar dove tutto è permesso. Corriere della Sera 27 luglio 2007
Los Angeles e il «miglio della coca» Assalto ai bar dove tutto è permesso. Corriere della Sera 27 luglio 2007. LOS ANGELES – Di notte, dall’alto della terrazza dello SkyBar, la vista è straordinaria: la città sembra un gigantesco lago nero coperto di alghe luminose. Ma entrare nel locale non è facile: bisogna prima trovare parcheggio intorno all’impossibile Sunset Boulevard, poi superare l’esame dei buttadentro in divisa bianca. Finalmente dentro si può gustare un cocktail da 20 euro, la vista sulle luci di Los Angeles e su pattuglie di aspiranti attrici/modelle in cerca di agenti o produttori. In una sera agitata si può vedere Britney Spears che, dopo aver perso la parrucca che usa per coprire la testa rasata, si accascia nei bagni degli uomini e viene portata via a braccia da muscolosi, impassibili camerieri. Lo SkyBar, come Teddy’s, come il Boa Lounge, come Les Deux, è posizionato su una linea – bianca come la cocaina – lunga più o meno due chilometri che unisce i bar alla moda di Sunset Boulevard e Hollywood Boulevard, un percorso a ostacoli che attrae tutte le sere le cattive ragazze di Los Angeles, le cui regine sono Britney (Spears), Paris (Hilton), Lindsay (Lohan). Ricche, famose, sempre dentro e fuori da centri di disintossicazione, e con precedenti penali. il Cocaine Mile, «il miglio della cocaina», così battezzato dai tabloid. Qui sono parcheggiati camioncini dietro i vetri oscurati dei quali s’appostano squadre di paparazzi pronti a scattare, qui è stata arrestata Paris Hilton ubriaca e senza patente, qui è finita nei guai Lindsay Lohan con la cocaina in macchina (e l’inutile braccialetto antialcol alla caviglia), qui Britney Spears è solita svenire dopo notti particolarmente agitate (Mischa Barton invece, ex regina del telefilm «OC» ora cancellato dall’etere, per le overdose preferisce le feste private, con conseguente visita d’urgenza al pronto soccorso causa «allergie»). quasi strano che la Lohan sia stata arrestata, ubriaca e con cocaina in tasca, non a West Hollywood ma a Santa Monica, più a ovest, verso l’oceano. Perché è sempre a West Hollywood che l’ex amica di Paris, Nicole Ritchie, frequenta ristoranti nei quali però non tocca cibo. E alle bad girls s’accompagnano anche tante celebrità di serie D che nella capitale del cinema non ce l’hanno fatta a sfondare, come la deejay Samantha Ronson e l’ereditiera (protagonista su Internet di un video porno in compagnia di un grintoso rapper afroamericano) Kim Kardashian. A Hollywood Boulevard c’è Teddy’s, la discoteca del Roosevelt Hotel nella quale si agitano le «mean girls». Lì vicino c’è il fast food In-N-Out Burger, nei pressi del quale la Hilton fu arrestata senza patente. E Les Deux, il bar dove la Lohan festeggiò tra fiumi di vodka l’uscita dal centro di riabilitazione per alcol e droga. Il Bar Marmont è accanto all’hotel Chateau Marmont, dove morirono John Belushi (overdose) e il sommo fotografo Helmut Newton (infarto). Qui una lista non ufficiale di attori e attrici (Lohan, Cameron Diaz, Jared Leto) affitta appartamenti e bungalow, contando sulla discrezione del management. A pochi passi – paradossale in una città dalle distanze enormi dove tutti guidano anche per andare all’angolo – c’è lo Standard, con modella in canotta e mutandine bianche esposta in teca di vetro tipo museo: è l’hotel dove Robert Downey jr traslocò una volta uscito dal carcere. E qui c’è anche il Boa Lounge, dove si aggirano Jessica Alba e le gemelle Olsen e Jessica Simpson. Per bere alcolici in California bisogna essere 21enni, ma bar e discoteche di Cocaine Mile servono alcol a tutti. Un bar normale finirebbe multato e poi chiuso: non a West Hollywood. Stesso discorso a Downtown, qualche chilometro più a sud, e la lista di locali presi d’assalto dalla giovane Hollywood e dai loro fans si allunga ancora di più (Bordello, Library Bar, Edison, Seven Grand). Ma West Hollywood o Downtown che sia, come dice uno dei paparazzi appostati davanti al Bar Marmont, «tanto prima o poi finiscono tutti in galera fuori città, o al Betty Ford Center». Il centro di disintossicazione nel deserto, vicino a Palm Springs. Matteo Persivale