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 2007  luglio 27 Venerdì calendario

Disastro parchi, novemila ettari in fumo e tre milioni di animali uccisi dal fuoco. La Repubblica 27 luglio 2007

Disastro parchi, novemila ettari in fumo e tre milioni di animali uccisi dal fuoco. La Repubblica 27 luglio 2007. ROMA - Il Pollino, con le forme scolpite dei suoi pini loricati, è ridotto a un paesaggio lunare: diradato il fumo si è scoperto che sono bruciati 2 mila ettari di alberi. Il parco dei Castelli romani è in fiamme. I boschi della Calabria, l´Etna, i Nebrodi e le Madonie sono stati divorati dal fuoco. Lupi, orsi, caprioli e cervi scappano dal parco d´Abruzzo. La mappa della natura protetta italiana coincide in maniera impressionante con la mappa dei terreni scelti dagli incendiari: la stagione secca è diventata l´occasione per far prosperare un business del fuoco attento al valore degli appalti della ricostruzione ma anche a quello dei terreni che le lentezze burocratiche espongono al rischio della speculazione.  il Wwf a notare che le aree protette «stanno vivendo un anno nero per colpa di un disegno criminale a cui potrebbe far fronte solo una strategia tra Regioni ed enti parco: in poche settimane sono già andati distrutti oltre 9.000 ettari di natura protetta, una cifra certamente destinata a salire». Lo strumento principale per frenare la devastazione delle aree protette resta l´applicazione delle leggi mirate a evitare la speculazione sulle arre percorse dal fuoco. Per questo ieri Enrico Fontana, capogruppo dei Verdi alla Regione Lazio, ha chiesto di inserire nel nuovo piano paesistico regionale norme «che rafforzino gli obblighi e i divieti previsti dalla legge istituendo, in collaborazione con il corpo forestale dello Stato e gli uffici della protezione civile, il catasto regionale delle aree attraversate da incendi boschivi, come strumento di supporto alle amministrazioni comunali per esercitare i poteri sostitutivi». Intanto i parchi continuano a bruciare. Nelle ultime 3 settimane la regione verde più colpita è stata la Calabria. Seguono l´Abruzzo, che ha visto andare a fuoco boschi nel Parco della Majella, e la Puglia, colpita nel parco del Gargano, in quello dell´Alta Murgia e nelle oasi Wwf Le Cesine e Monte Sant´Elia. A fuoco anche il parco regionale di Frasassi e il parco nazionale dei Monti Sibillini nelle Marche, il parco regionale del Matese, quello del Taburno e Camposauro in Campania, la pineta di Cordoniglio, in Ciociaria. Secondo una stima della Lipu (Lega italiana protezione uccelli), per un ettaro di macchia mediterranea che brucia muoiono in media 400 animali selvatici tra uccelli, rettili e mammiferi. Il dato, limitandosi ai 9.000 ettari di natura protetta andata in fumo nei giorni scorsi, senza calcolare il disastro che continua a crescere ora dopo ora, si traduce in oltre 3 milioni di animali uccisi dal fuoco in pochi giorni. Sono soprattutto i passeriformi, come capinere e scriccioli, a non avere scampo ma muoiono anche cervi e volpi. Maggiori probabilità di salvezza hanno i rapaci che, normalmente, riescono a spostarsi in tempo. La tecnologia potrebbe dare una mano, anche se il punto centrale resta lo smantellamento del business del fuoco. Un software brevettato dall´università Gabriele d´Annunzio di Chieti-Pescara consentirà di creare una banca dati digitale delle aree protette aggiornando in tempo reale le cartografie con le zone percorse dagli incendi. ANTONIO CIANCIULLO