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 2007  luglio 30 Lunedì calendario

VERDINI

VERDINI Denis Fivizzano (Massa Carrara) 8 maggio 1951. Politico. Deputato. Del Pdl, partito di cui è anche coordinatore • «[...] berlusconiano da prima che apparisse Berlusconi sulla scena politica, nasce repubblicano e diventa consigliere regionale e vicepresidente del Consiglio dell’ulivesca Regione Toscana nelle liste di Forza Italia. [...] Messo da parte il mestiere di commercialista, ”per evitare conflitti di interessi”, presidente della locale banca del Credito cooperativo fiorentino, insegna Storia del pensiero politico alla Luiss di Roma ed è il vicepresidente del Consiglio regionale. Repubblicano da sempre, grande estimatore di Spadolini, si definisce un laico per eccellenza: ”Il mio obiettivo è ricompattare l’umore laico, che nella seconda Repubblica sembra aver perso la strada”. Conosciuto da tutti, corteggiato dalle donne, ammirato dagli uomini, tra i suoi fans molti vecchi socialisti, ormai senza patria. Alle elezioni del ”92, malgrado i repubblicani fossero 230, nel paese di Campi prese 2.300 voti: ”Il mio atout è stare con la gente. Per strada e nei salotti”. Buona borghesia fiorentina, si destreggia tra destra e sinistra con grande disincanto [...]» (Marianna Bartoccelli, ”Il Foglio” 26/9/1997) • Il 30 luglio 2007 La Stampa scrisse che «con più del novanta per cento di assenze alle sedute» risultava «il deputato meno attivo di Forza Italia e uno dei meno presenti in assoluto a Montecitorio»: «[...] ”Lavoro nel partito. Ho l’incarico di responsabile elettorale di FI e di capo della segreteria di Sandro Bondi, nonché coordinatore regionale per la Toscana. Mi creda, lavoro parecchio. Potrei dire anche troppo”. Nessuno dubita del suo attivismo. Ma in questi casi, non sarebbe meglio dedicarsi al partito o alla professione, e lasciare a chi è meno occupato l’attività parlamentare? ”Guardi, per un dirigente di partito far parte del Parlamento spesso è essenziale. Vuol dire avere un’autorevolezza e dei contatti che fuori le Camere naturalmente non si avrebbero. E poi posso aggiungere una cosa una volta per tutte? Su questa storia delle assenze c’è molta demagogia in giro. Siamo in tempi di antipolitica e si nota. La verità è il lavoro del parlamentare è massacrante. E la maggioranza lavora, eccome. In commissione o in Aula, ma si lavora. Certo poi ci sono delle eccezioni, come sempre. Ma il problema della politica italiana non sono i parlamentari fannulloni. E anche all’interno delle Camere basterebbe qualche modifica e le cose andrebbero molto meglio [...] il problema è che ci sono molte perdite di tempo. Aula e commissioni non sono coordinate e fra una seduta e l’altra se ne vanno ore. E anche il bicameralismo paritario del nostro Parlamento, col raddoppio di votazione e di esame di ogni provvedimento, non aiuta nella speditezza [...] Capisco che siamo in tempi di antipolitica e non va di moda dire certe cose, ma per me anche la riduzione del numero di deputati e senatori non è una grande idea. Già con questi numeri il lavoro delle commissioni è difficile”. E quei banchi vuoti che si vedono in Tv? ”Accade esattamente quello che sostengo. Molti deputati e senatori lavorano in commissione. E poi per chi diserta l’Aula, esiste una sanzione molto convincente: si perde la Diaria”» (Marco Innocente, ”La Stampa” 30/7/2007).