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 2007  luglio 27 Venerdì calendario

”Quella donna è solo una pazza”. La Stampa 27 Luglio 2007. Azouz Marzouk è in Tunisia. E’ stato invervistato da Rai e Mediaset, e ripete stancamente le stesse parole

”Quella donna è solo una pazza”. La Stampa 27 Luglio 2007. Azouz Marzouk è in Tunisia. E’ stato invervistato da Rai e Mediaset, e ripete stancamente le stesse parole. Ha appena saputo dai suoi avvocati di fiducia, Ruggero Panzeri e Roberto Treponscovino, delle ultime accuse («Azouz mi ha stuprata») di Rosa Bazzi, l’assassina di suo figlio, il piccolo Yousuf, e della moglie Raffaella. Da mesi al centro dell’attenzione. Non sempre benevola, tra l’altro. Nei giorni scorsi aveva dovuto smentire con decisione la voce che lo voleva come uno dei naufraghi tv dell’Isola dei Famosi. Una falsità, come tante altre, aveva detto. Uno dei suoi legali, Ruggero Panzeri, dice: «Le atroci accuse della Bazzi non sono state prese in considerazione dai pm. Nè sono stati formalizzati atti giudiziari contro Marzouk. Siamo rimasti anche noi senza parole. Ho parlato con Azouz. E’ soprattutto esausto, di tutto. La maglietta rossa strappata? Nessuno degli inquirenti è andata a cercarla. E neppure altri elementi». Il tunisino non teme che sia aperta un’inchiesta contro di lui in base alle affermazioni di Rosy Bazzi. Commenta l’avvocato Roberto Treponscovino: «Ho parlato con Azouz, sia mercoledì che oggi. Vive uno stato d’animo difficilmente descrivibile. Lo abbiamo rasserenato, ci abbiamo provato, almeno. Le parole della Bazzi sono già cadute nel vuoto. E poi, l’avete vista? E una donna in grado di esercitare una qualsiasi azione seduttiva? Ma via... E’ solo un’assassina che sta disperatamente cercando di crearsi un’opportunità. Tentativo già fallito». Eppure, i legali della Bazzi, non sono convinti. Respingono i sospetti di avere in qualche modo ispirato le dichiarazioni della loro assistita: «Sono certamente gravi le considerazioni sui possibili imbeccamenti della Bazzi da parte nostra, trattandosi di un episodio agli atti del procedimento prima che noi intervenissimo - spiegano Fabio Schembri e Luisa Bordeaux - dunque, nessuna strategia processuale in vista del processo». Ma anche la parte civile, che tutela gli interessi dei nonni di Yousuf, va all’attacco: «La storia dello stupro è solo il tentativo di creare - dice l’avvocato Loredana Gemelli - una squallida via di fuga da un ergastolo sicuro. Ma sono accuse che si ritorceranno contro l’assassina». Azouz, ancora un colpo di scena, l’interrogatorio segreto del giugno scorso.... Ogni volta, come riaprire le ferite. Come ritornare ad immergersi nel dolore. Non è giusto. E’ un incubo senza fine. Ho incaricato i miei legali di sporgere al più presto una denuncia per calunnia contro questa donna».. La sua reazioni, dopo le accuse della Bazzi? «Falsità incomprensibili. No. Io non sono uno stupratore. Questa è l’ennesima infamia di quell’assassina. Quella donna è una pazza. E’ un mostro. Non l’ho mai guardata, nè mai molestata in alcun modo, non l’ho mai seguita. E figurarsi poi se l’ho corteggiata. Quelle parole... Tutto questo fa parte del film dell’orrore che è iniziato l’11 dicembre, quando lei sterminò la mia famiglia». Dunque, un altro capitolo nero... «Sono sconvolto per quest’ennesimo svolta della mia tragedia. Prima mi hanno descritto come l’assassino dei miei familiari, poi come un delinquente, poi come quello delle comparsate in tv, poi come l’amico del fotografo Corona. Adesso come uno stupratore. Sconvolto e arrabbiato: davvero serve che smentisca una storia assurda, infamante anche per la mia famiglia distrutta? E’ chiaro che io non ho mai molestato in alcun modo quella donna. Nè tantomeno l’ho violentata in casa sua. Ho saputo della sua ricostruzione. Un vero delirio. Questa assassina senza vergogna non ha rispetto neanche per le persone che ha ammazzato in quel modo, così feroce, senza pietà. Neanche per un bimbo indifeso». Ci sono aspetti collaterali della confessione della donna. In apparenza cerca di crearsi un movente, che vada oltre le liti tra vicini, le denunce. Insomma, lei denuncia un episodio gravissimo, avvenuto tra l’altro tre settimane prima della strage... «Dopo avere ucciso i miei familiari, continua a gettare fango su di loro, senza alcun ritegno, senza neanche un’ombra di pentimento. E anche una questione di rispetto umano: Credo che ci sia una totale mancanza di rispetto per il mio lutto. Non solo da parte dei due assassini». Adesso lei teme un’inchiesta giudiziaria? «Assolutamente no. Mi sembra che i pubblici ministeri di Como, che non sono scemi, sanno qual è la verità». MASSIMO NUMA