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 2007  luglio 28 Sabato calendario

VENEZIA

La lunga notte di Calatrava ha lasciato per ore la città con il fiato sospeso. Con migliaia di persone sulle rive a guardare preoccupate, dentro un silenzio profondo e in un’atmosfera irreale, da ritorno al futuro, il passaggio del grande convoglio che trasportava sull’acqua i primi due pezzi del ponte del grande architetto spagnolo che collegherà la stazione con Piazzale Roma. Paura, e tensione, soprattutto al momento del passaggio sotto il ponte di Rialto, dove le distanze erano minime, appena pochi centimetri dalle rive, meno di un metro di altezza dalla sommità dell’arcata cinquecentesca dello storico ponte.

Ma tutto è filato liscio, grazie anche all’abilità dei 25 tecnici della "Fagioli", azienda specializzata in trasporti eccezionali, che manovravano il convoglio. Le due spalle laterali del ponte, lunghe 15 metri, larghe 7 e pesanti 85 tonnellate, sono arrivate a destinazione alle 2.30 del mattino con maggiore facilità e tre ore di anticipo sul previsto. Saranno montate tra oggi e domani, mentre la notte del 7 agosto verrà trasportata, con lo stesso sistema, l’arcata centrale del ponte, lunga 64 metri. Ma per camminarci sopra, tra lavori di consolidamento e di abbellimento, come i gradini di marmo e le balaustre di vetro, bisognerà aspettare Natale.

E’ una telenovela che dura da 11 anni quella del quarto ponte sul Canal Grande. Undici anni di attese, di errori, calcoli sbagliati, polemiche, baruffe, e di costi triplicati (quasi 11 milioni di euro), che hanno provocato un’inchiesta della Corte dei Conti. Anche per questo c’erano molti timori per il pericoloso viaggio nella notte, con il Canal Grande chiuso dalle 23 alle 6, niente barche né gondole né vaporetti, i pontili sbarrati, la circolazione pedonale vietata sui ponti e anche su alcune rive e alcune calli. C’era gente che aspettava da ore di veder passare il ponte, come il Rex di Fellini, e qualcuno si era portato anche le sedie da casa.

La chiatta "Susanna", un bestione lungo 50 metri e largo 16, che trasportava le due "spalle" di Calatrava, ha fatto la sua apparizione a mezzanotte precisa, come da copione, alla punta della Salute, dove ha cominciato a entrare, lentamente, in Canal Grande, favorita dalla bassa marea che proprio in quel momento stava iniziando il suo ciclo, agevolando così il passaggio sotto i tre ponti dell’Accademia, di Rialto e degli Scalzi.

Tirata con una grossa fune dal "Santa Marta", un pontone di 36 metri, e spinta da dietro dal "Mantova", con altri due barconi di appoggio al fianco, lo "Sparviero" e la "Scomenzera", la gigantesca chiatta era partita alle 20.30 dal cantiere di Marghera dove hanno costruito il ponte, e alle 23 aveva attraversato il canale della Giudecca. Ma la parte più rischiosa era proprio l’ultima, il percorso in Canal Grande, che l’enorme convoglio occupava quasi interamente nel senso della larghezza, sfiorando le rive, i pontili e le "bricole", quei pali di legno ai quali si legano le barche.

Il primo pasaggio pericoloso è avvenuto alle 0.15 sotto il ponte dell’Accademia, il secondo alle 0.30 alla curva stretta di Palazzo Grassi, eseguita precisa, come un colpo di biliardo, facendo la barba all’enorme teschio di lattine che annuncia la mostra d’arte moderna. Ma il punto più pericoloso era il passaggio sotto il ponte di Rialto, ai lati del quale si era radunata una grande folla. La chiatta, secondo i programmi, doveva arrivarci alle 2 e impiegarci due ore e mezza per passarci sotto. E’ arrivata all’1, con un’ora di anticipo, e per passarci sotto ci ha impiegato, senza intoppi e difficoltà, solo mezz’ora. Lenta, anche se non lentissima, e precisa, precisissima. Quando la sua sagoma è sbucata dall’altra parte, all’1.35, e ha dovuto curvare ancora per imboccare diritto il "Canalasso", è partito il primo, caldo e spontaneo applauso dalla folla. La tensione si è sciolta, sopra il ponte un gruppo di ragazzi ballava e cantava l’inno di San Marco. Finire il viaggio, 6 ore in tutto, 3 e mezzo delle quali lungo il Canal Grande, è stato poi uno scherzo.

(28 luglio 2007)