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 2007  luglio 28 Sabato calendario

Rasmussen Michael

• Tølløse (Danimarca) 1 giugno 1974. Ciclista. Quello che fu costretto al ritiro dalla sua stessa squadra quando aveva praticamente vinto il Tour 2007 • «[...] Una bugia gli è costata il Tour. Rasmussen aveva avuto due avvertimenti dall’Uci per aver saltato altrettanti controlli antidoping a sorpresa (l’8 maggio e il 28 giugno). Aveva detto che il problema era amministrativo, legato ai documenti che doveva spedire alla federciclo internazionale per informarla sugli spostamenti. E soprattutto aveva spiegato, anche alla squadra, che allora si trovava in Messico (la moglie è di questa nazione) senza il computer con sé. Aveva perciò mandato una lettera. Invece Rasmussen era stato visto in Italia intorno al 14 giugno: Dolomiti, Predazzo, Val di Fiemme. L’aveva visto Davide Cassani, che affianca Auro Bulbarelli nella diretta su Rai 3, e ne aveva parlato in tv. La pressione su Rasmussen era altissima da giorni. Così, quando si è sparsa la voce delle parole di Cassani, il team manager Theo De Rooy ha chiamato Rasmussen. Un drammatico faccia a faccia [...] Gli ha chiesto spiegazioni. ”Dicci la verità, non siamo una squadra di bugiardi”: ecco le parole di De Rooy. Rasmussen ha ceduto. ”Sì, ero in Italia, non ero in Messico”. A quel punto De Rooy ha chiamato in Olanda il responsabile dello sponsor Rabobank, colosso bancario mondiale. Ed è stato quest’ultimo a informare il direttore del Tour, Christian Prudhomme: ”Rasmussen domani non partirà, non siamo una squadra che copre i bugiardi”. [...]» (Marco Pastonesi, ”La Gazzetta dello Sport” 26/7/2007) • «C’è una cosa che Michael Rasmussen non sopporta: venire importunato dagli sconosciuti mentre si allena. Davide Cassani però conosce bene il corridore danese e aveva scambiato con lui un paio di parole, sulle Dolomiti a giugno. Avesse saputo che quell’incontro gli sarebbe costato il Tour, ”il pollo volante” avrebbe tirato dritto. Eppure vedere Rasmussen in allenamento sulle strade italiane è tutt’altro che difficile. Da tempo infatti l’ex campione del mondo di mountain bike (iridato nel 1999) vive a Lazise, sulla sponda veronese del lago di Garda, con la moglie messicana Cariza e il piccolo Milo [...] Rasmussen corre spesso in compagnia del veronese Pietro Caucchioli ed è seguito nel suo lavoro anche dalla campionessa olimpica ad Atlanta ’96, Paola Pezzo e da suo marito, l’ex velocista Paolo Rosola. Rasmussen, che per due anni ha avuto licenza messicana e ora è iscritto alla federazione di Monaco dove evidentemente ha la residenza, gestisce con altri due soci il negozio di biciclette ”Los locos” (’i matti” in spagnolo) proprio a Lazise. Sul suo sito Internet affitta anche stanze per la villeggiatura sul lago. [...]» (’Corriere della Sera” 27/7/2007) • «Per i re della montagna sono state invocate aquile, aironi, camosci, perfino pulci. Polli mai: non suona serio. Invece Michael Rasmussen è ”the Chicken”, il Pollo. Niente a che fare con cosce e ali, ma con polpacci e caviglie: ”Mai visti polpacci così sottili e caviglie così affusolate”, giura il suo direttore sportivo Erik Breukink. [...] il Pollo si è rivelato in mountain bike: campione del mondo nel 1999. E, sempre in mountain bike, vorrebbe partecipare all’Olimpiade di Pechino 2008. ”Quando ha deciso di passare alla strada, nessuno gli dava speranze – confessa Julien Absalon, francese, suo avversario e plurimondiale in mtb ”. Invece all’agilità ha aggiunto potenza. Ed eccolo qua”. Un colpo per anno: nel 2001 una vittoria in Croazia, nel 2002 a Burgos, nel 2003 alla Vuelta, nel 2004 al Delfinato, nel 2005 al Tour (167 km di fuga, senza mai voltarsi indietro: chi-c’è-c’è), nel 2006 ancora al Tour (182 km, senza mai voltarsi indietro: chi-c’è-c’è). [...] A volte il perfezionismo del Pollo sembra eccessivo: alla fine del 2002, quando ha cambiato squadra, i meccanici della Csc hanno offerto da bere ai colleghi della Rabobank per fare loro coraggio. ”Quando si parla di bici, è loquacissimo – ammette Breukink ”. Altrimenti mangia e dorme”. Non mangia, ma becca: alto 1,75, pesa meno di 60 kg ”[...]: sono uno scalatore puro”. E pensare che la montagna più alta in Danimarca, l’Yding Shovhoeg, culmina a 167 metri. [...]» (Marco Pastonesi, ”La Gazzetta dello Sport” 16/7/2007).