Varie, 28 luglio 2007
SANTUCCIONE Carlo
SANTUCCIONE Carlo Cepagatti (Pescara) 23 ottobre 1947. Medico • «[...] l’’uomo nero” dello sport italiano, la figura centrale di tutta l’inchiesta ”Oil for drug”, quella che ha portato alla squalifica di due anni l’astista Giuseppe Gibilisco e ha risucchiato nell’occhio del ciclone anche Danilo Di Luca [...] ”[...] Ho sempre fatto tutto per passione, ho amato questo sport in maniera viscerale. Da ragazzo ho corso nelle categorie giovanili e ho praticato il ciclismo fino a quattro-cinque anni fa, da amante dello sport [...] da sempre seguo il ciclismo. Ho fatto l’organizzatore, il presidente di società, ho promosso il ciclismo e lo sport in genere nel mio paese [...] ho fatto tanto e chi mi conosce sa che persona sono e quale sia la mia moralità. Adesso devo riuscire nell’impresa più difficile e ardua: far smettere i miei due figli di correre in bicicletta. E dire che li avevo avviati a questa pratica perché credevo in questo sport come formazione, come scuola di vita: mi hanno ucciso un sogno [...] Da quando sono finito nell’occhio del ciclone e mi hanno fatto passare per il male di tutti i mali sono stato allontanato. Io ho lavorato per quindici anni all’ospedale di Penne (Pescara) come chirurgo e poi sono passato a fare il medico di base [...] Lotta durissima al doping, su questo non ho dubbi. anche vero però che ai ragazzi si devono dire le cose in maniera corretta. Fin quando i media raccontano che si vince solo e soltanto se ci si dopa, allora la partita è persa già in partenza, perché è l’informazione ad essere dopata. Ai ragazzi bisogna dire che fare sport in maniera pulita si può e un grande campione è un grande campione perché lo è fin dalla nascita e può solo migliorare con il lavoro e il sacrificio. La medicina non fa miracoli, e chi lo scrive fa propaganda al doping [...] Io mi sento ingiustamente accusato [...] Non tocchiamo l’argomento Di Luca che per me è come un figlio. L’hanno allontanato da me perché gli hanno lavato il cervello, hanno fatto di tutto per allontanarlo da me. Dal punto di vista umano la cosa mi ha addolorato, perché io lo conosco fin da piccino, ma capisco perfettamente: la situazione era diventata insostenibile. Ma una cosa vorrei dirla: Danilo Di Luca è sempre stato un campione. Ha sempre vinto tutto, fin da piccino, in tutte le categorie. Gli allocchi vogliono far credere che la medicina abbia poteri immensi. Io ritengo che solo il lavoro e i buoni geni facciano la differenza. Pantani era un campione, così come Armstrong. La medicina crea dopati, i campioni sono un’altra cosa [...]”» (Pier Augusto Stagi, Il Giornale 27/7/2007) • «’ nutrito il parterre di atleti famosi che passano dal suo studio: i ciclisti Mazzoleni, Di Luca, Sacchi, Spezialetti, Muraglia, Marzoli, ma anche atleti di altre discipline quali il campione del mondo del salto con l’asta Gibilisco, il pattinatore Lombardi, il ciclista olimpico disabile (ha una sola gamba) Fabrizio Macchi, con cui il medico è in rapporto confidenziale...”. Il rapporto dei Nas squarcia il velo sul ”giro” impressionante di ”clienti” che gravitava (gravita ancora?) attorno al famigerato dottor Santuccione, uno dei principali inquisiti dell’operazione del Nas ”Oil for drug” (è stato anche agli arresti) [...]» (Eugenio Capodacqua, ”la Repubblica” 18/6/2007).