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 2007  luglio 28 Sabato calendario

Contador Alberto

• Madrid (Spagna) 6 dicembre 1982. Ciclista. Vincitore del Tour 2007, 2009, 2010, del Giro 2008, 2011, della Vuelta 2008. Positivo al clenbuterolo alla vigilia della tappa del Tourmalet del Tour 2010, nel febbraio 2011 fu assolto dalla Federazione spagnola (doping involontario, ascrivibile ad una bistecca) • «[...] un passato che inquieta [...] è infatti cresciuto nel vivaio di Manolo Saiz, il d.s. della Liberty Seguros, colto in flagrante il 23 maggio del 2006 con 60.000 euro in contanti da portare al dottor Fuentes e alcune sacche di sangue. Contador era stato quindi escluso con tutta la squadra (c’era anche Vinokourov) dal Tour 2006. Nelle settimane seguenti Contador era stato scagionato da Fuentes in persona, nonostante nelle famigerate liste del ginecologo delle Canarie il suo nome comparisse al fianco dei vari Heras, Jaksche e Scarponi, tutti appiedati. Ottenuto il via libera dalla Federciclo spagnola a fine stagione era poi arrivato il passaggio alla Discovery Channel. Nei piani di Johan Bruyneel, direttore sportivo dei sette Tour vinti da Lance Armstrong, Albertino doveva essere l’asso nella manica per il rilancio della squadra che era incentrato soprattutto su Ivan Basso. Gli sviluppi dell’inchiesta antidoping in Italia hanno cambiato le cose [...]» (Paolo Tomaselli, “Corriere della Sera 28/7/2007) • «[...] lottava tra la vita e la morte per un’emorragia al cervello, l’effetto di una malattia congenita, un cavernoma, che nessuno poteva diagnosticargli. Un giorno, al Giro delle Asturie, sentì aumentare il dolore alla testa. “Davanti agli occhi si agitavano grandi macchie bianche. I miei compagni mi chiedevano che cosa avessi, pedalavo per inerzia finché mi vennero le convulsioni e caddi” [...] a 21 anni sembrava finito. “Fui operato alla testa - ricorda -, rimasi un mese in ospedale senza sapere se sarei tornato a vivere senza handicap. Il ciclismo? A casa e a scuola c’era il pallone, però mi facevano fare il mediano destro e non la punta, mi stufai e presi la bici” [...] alleva canarini e cardellini (“Meglio i secondi, sono più reattivi”), ha una bella faccia bruna, vagamente alla Indurain di cui gli spagnoli dicono sia l’erede sebbene gli manchi la stessa potenza a cronometro. [...]» (Marco Ansaldo, “La Stampa” 28/7/2007).