Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  luglio 27 Venerdì calendario

PAPA: P.GEORG, HIPPY DA GIOVANE, ORA RICEVO LETTERE D’AMORE

SEGRETARIO RATZINGER, AVEVO CAPELLI LUNGHI ED ERO FAN BEATLES
(ANSA) - BERLINO, 27 LUG - Da giovane monsignor Georg
Gaenswein, il segretario privato di papa Benedetto XVI, come
tanti suoi coetanei portava i capelli lunghi e amava la musica
di Cat Stevens, dei Pink Floyd e dei Beatles. Anche se non aveva
una passione particolare per la politica.
In una lunga intervista al magazine della Sueddeutsche
Zeitung, padre Georg parla della sua formazione, dei suoi
rapporti con papa Ratzinger - tedesco come lui - della vita
privata accanto al pontefice nel Palazzo apostolico, dei
pericoli di una islamizzazione dell’Europa. E ammette fra
l’altro di ricevere lettere d’amore.
«Tra i 15 e i 18 anni ascoltavo Cat Stevens, i Pink Floyd e
altri cantanti famosi di quegli anni, compresi i Beatles»,
afferma padre Georg che ricorda come allora portasse «lunghi
capelli riccioluti. »Questo non piaceva a mio padre, così che
sugli appuntamenti col barbiere e sui capelli lunghi vi erano a
volte delle discussioni« in casa.
Dal punto di vista politico, aggiunge il segretario del papa,
non si è mai esposto eccessivamente quando era giovane.
»Accanto alla scuola, i miei interessi riguardavano di più lo
sport, il calcio, lo sci«.
La passione dello sci tuttavia non la utilizzava per
guadagnare soldi come eventuale istruttore. »I soldi li ho
guadagnati come postino, dapprima con la bicicletta in una
piccola località della Foresta Nera, più tardi con la macchina
nel resto della Regione«.
L’intervistatore si riferisce poi a quanto scritto da un
giornale svizzero, che ha definito Georg Gaenswein
»indiscutibilmente l’uomo più bello con l’abito talare che si
sia visto mai in Vaticano«. »Donatella Versace le ha persino
dedicato una propria linea di moda. Le disturba l’immagine di
’idolo delle donne?«, è stata la domanda.
’La cosa mi ha un pò irritato», ha risposto padre Georg.
Tuttavia, ha subito aggiunto, «non è una cosa che fa male,
anzi mi lusinga, del resto non è un peccato. Finora non mi ero
mai confrontato in modo così diretto con la mia figura fisica.
Poi ho notato che ciò è in gran parte espressione di simpatia,
un vantaggio, non uno svantaggio».
Ammettendo di ricevere «di tanto in tanto lettere d’amore»,
il segretario privato del papa afferma poi di non aver mai avuto
una relazione fissa con una donna. «Questo no. Ci sono state
piccole, romantiche amicizie giovanili».
«Io ho due sorelle, diverse cugine che mi hanno aiutato a
non avere difficoltà con le donne. Sono cresciuto in maniera
del tutto normale, senza alcuna costrizione»,spiega.
Sottolineando che la sua paga non è cambiata da quando è
diventato segretario privato del papa - «guadagno nè più nè
meno di prima. L’unica differenza è che sulle buste paga è
cambiato l’indirizzo» - padre Georg parla dell’attività del
papa e del suo modo di lavorare.
Rispetto al predecessore Giovanni Paolo secondo , Benedetto
XVI «non lavora meno, ma in modo più concentrato». «Il papa
è un lavoratore rigoroso, e rapido. Per questo però ha bisogno
di tempo: per leggere, per studiare, per pregare, per pensare,
per scrivere».
Per papa Wojtyla - osserva padre Georg - rispetto ai suoi
predecessori «tutto era cresciuto in maniera superlativa». Il
numero delle udienze, dei viaggi, dei documenti, delle
festività liturgiche, le messe nella cappella privata dove
venivano invitate sempre più persone.
«Per Benedetto XVI un ritmo simile sarebbe impensabile. Del
resto Giovanni Paolo secondo è diventato papa non a 78 anni ma
a 58 anni».
Insistendo sulla validità del discorso fatto dal papa
all’università di Ratisbona lo scorso anno - discorso che
suscitò l’indignazione e le proteste del mondo islamico - padre
Georg mette in guardia nell’intervista dai «tentativi di
islamizzazione dell’Occidente» e dai «rischi per l’identità
dell’Europa».
Monsignor Georg Gaenswein - che il 30 luglio compirà 51 anni
- parla inoltre della vita privata di Benedetto XVI e di quella
che definisce la «famiglia papale» nel Palazzo apostolico. Una
«serena comunità internazionale composta da due tedeschi, un
polacco e quattro italiane», persone che in precedenza si
conoscevano poco. stato perciò necessario «trovare un modus
vivendi».
«La lingua comune è l’italiano. In fondo il papa è il
vescovo di Roma».
E anche nel privato del suo appartamento - afferma padre
Georg - il papa tedesco non indossa i suoi abiti privati, ma
«veste di bianco - sempre».
E alla domanda se «il papa debba portare scarpe di Prada»,
monsignor Georg ha risposto: «Deve? Assolutamente no. I
giornalisti hanno una ricca fantasia». ’Ma le porta davvero?’,
ha incalzato l’intervistatore. «Non le rispondo», ha detto
padre Georg. (ANSA)