Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  luglio 26 Giovedì calendario

Galeotti. Pubblicato sul sito www.ancestry.co.uk l’archivio dei galeotti deportati nelle colonie penali dell’Australia tra il 1788 e il 1868, in tutto 160 mila (per tre quarti erano inglesi, il 24 per cento irlandesi, il 5 per cento scozzesi e l’1 per cento proveniente dal resto dell’Impero)

Galeotti. Pubblicato sul sito www.ancestry.co.uk l’archivio dei galeotti deportati nelle colonie penali dell’Australia tra il 1788 e il 1868, in tutto 160 mila (per tre quarti erano inglesi, il 24 per cento irlandesi, il 5 per cento scozzesi e l’1 per cento proveniente dal resto dell’Impero). Josh Hannah, responsabile del sito: "Per due milioni di odierni britannici e per il 22 per cento degli abitanti del continente nuovissimo basterà inserire i propri dati anagrafici per scoprire la data dell’arresto, la lunghezza della pena e la colonia penale da cui la loro nazionalità australiana discende". Sulla home page del sito si legge: "Non importa quel che fecero, sono pur sempre la nostra famiglia. Nel momento in cui i prigionieri sbarcavano sapevano bene che non avrebbero avuto molte probabilità di rivedere i propri cari o la madrepatria. C’erano forse vostri antenati a bordo?". Ricostruendo l’albero genealogico degli Australiani, più di uno su cinque discende da uno di loro. Perfino il premier John Howard e il leader dell’opposizione Kevin Rudd, il primo dal ladro di un orologio in guscio di tartaruga, il secondo da una bambina punita in modo esemplare per aver rubato a dieci anni una camicia a un’amichetta. Un Chris Hicks, australiano di 54 anni, ha scoperto di discendere da James, nato nel 1804 e scomparso da ogni registro in Gran Bretagna subito dopo aver battezzato il suo primogenito. Condannato alla pena capitale per aver rubato due pecore, James fu graziato dalla forca, e caricato a bordo della Mermaid, partita dal porto di Sheerness il 5 dicembre 1829 e approdata a Port Jackson cinque mesi più tardi, dove fu passato in rassegna insieme agli altri galeotti (di lui Chris adesso conosce anche l’aspetto fisico). La necessità di spedire i condannati nelle colonie penali in Australia a coltivare terra vergine, derivava dal sovraffollamento delle carceri inglesi. La maggior parte dei galeotti spediti in Australia era stata condannata per reati di minore importanza. Le donne erano una su sei. Età media, 22 anni, pena standard comminata, 7 anni. Nel corso della deportazione non si perse nemmeno una nave. Il picco degli sbarchi si registrò nel 1833, con l’arrivo di 36 navi e settemila galeotti a bordo. Da Botany Bay nel Nuovo Galles del Sud le colonie penali si estesero presto a Port Jackson, più a nord, e poi ancora in Tasmania nel 1803, in Nuova Zelanda nel 1840. A fine Ottocento, cessate le deportazioni, 4 abitanti su 10 erano passati da una colonia penale.