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 2007  luglio 26 Giovedì calendario

Lapidi. La sovrintendenza ai monumenti e il priore della Basilica di San Marco, Fausto Sbaffoni, hanno dato l’autorizzazione a rimuovere, il 26 luglio, le lapidi che coprono le cassette con le ossa di Giovanni Pico della Mirandola e Agnolo Poliziano sulla parete sinistra della Basilica, per la successiva analisi di teschi e reperti da parte di uno staff (composto, tra gli altri, da Francesco Mallegni, professore di antropologia all’università di Pisa, i docenti di storia medievale Bruno Andreolli e di antropologia Giorgio Gruppioni dell’Ateneo di Bologna, il colonnello Luciano Garofano del Ris di Parma e Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni culturali e ambientali)

Lapidi. La sovrintendenza ai monumenti e il priore della Basilica di San Marco, Fausto Sbaffoni, hanno dato l’autorizzazione a rimuovere, il 26 luglio, le lapidi che coprono le cassette con le ossa di Giovanni Pico della Mirandola e Agnolo Poliziano sulla parete sinistra della Basilica, per la successiva analisi di teschi e reperti da parte di uno staff (composto, tra gli altri, da Francesco Mallegni, professore di antropologia all’università di Pisa, i docenti di storia medievale Bruno Andreolli e di antropologia Giorgio Gruppioni dell’Ateneo di Bologna, il colonnello Luciano Garofano del Ris di Parma e Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni culturali e ambientali). Francesco Mallegni: "Attraverso l’esame molecolare, conosceremo la loro struttura scheletrica, il Dna e l’età effettiva del loro decesso. E verificheremo se Pico della Mirandola è morto avvelenato e Poliziano di trauma". Il priore, Fausto Sbaffoni: "La cosa non mi entusiasma, era meglio lasciarli in pace" (tra l’altro, Pico della Mirandola morto a 31 anni nel 1494, dopo 13 giorni di febbri misteriose e dolorose, divide la lapide e forse l’ossario con l’umanista Girolamo Benivieni a cui pare fosse legato da amorosi affetti). I risultati dell’analisi, previsti per settembre, saranno esposti in una puntata di Enigmi del passato, format televisivo della Rai in onda il prossimo anno, dedicato anche alle figure di Celestino V, Matteo Maria Boiardo, Petrarca e Leopardi. L’indagine è diretta a verificare, tra l’altro, le circostanze controverse della morte di Poliziano (scomparso a circa 40 anni qualche mese prima di Pico della Mirandola, non si sa se di sifilide o avvelenato), e le dimensioni del cervello di Pico della Mirandola ("se era di 1.700 centimetri cubici come quello di Dante e del conte Ugolino", precisa Mallegni, citando studi precedenti). Critico lo studioso di storia medievale Franco Cardini: "Se fossi stato io l’autorità, non avrei dato il permesso. Lasciamo in pace i morti e torniamo a misure di umanità e intelligenza più serie. Non condivido queste operazioni, sono curiosità scientifico-erudite datate. Certo può essere utile per lo storico tener presente che Napoleone soffriva di ulcera precoce, che lo portò alla morte, e che Stalin aveva il colesterolo alto perché mangiava troppe uova. Ma in questo caso, il giudizio su Pico della Mirandola o Poliziano non cambia. Mi chiedo se il gioco vale la candela, soprattutto poi se il movente ultimo è il divertimento televisivo".