(la Repubblica 26/7/2007), 26 luglio 2007
Obesità. Ricercatori della Harvard Medical School e dell’Università di San Diego hanno calcolato il tasso di contagio dell’obesità tra persone che si frequentano (più alto se dello stesso sesso): se la persona obesa è un amico il rischio di diventarlo è del 171 per cento, se è una sorella, del 40 per cento (risultati della ricerca pubblicati sul ”New England journal of Medicin”)
Obesità. Ricercatori della Harvard Medical School e dell’Università di San Diego hanno calcolato il tasso di contagio dell’obesità tra persone che si frequentano (più alto se dello stesso sesso): se la persona obesa è un amico il rischio di diventarlo è del 171 per cento, se è una sorella, del 40 per cento (risultati della ricerca pubblicati sul ”New England journal of Medicin”). Secondo il ricercatore Nicholas Christakis il disturbo non è causato né da geni né da condizionamenti ambientali, bensì dallo stretto contatto con persone obese a cui si è affettivamente legati: "Impariamo inconsciamente ad accettare come normale una forma del corpo che normale non è".