Nova Il Sole 24 Ore 26/07/2007, pag.2 Umberto Rapetto, 26 luglio 2007
Google, e ti apro la cassaforte. Nova Il Sole 24 Ore 26 luglio 2007. Due ladri, purtroppo condannati a un anonimato che davvero non rende loro giustizia, sono stati protagonisti di una delle più rocambolesche malefatte in cui – come delicati sommelier nell’ovattata atmosfera del più esclusivo hotel de charme – hanno saputo mescere il nettare dell’imbecillità
Google, e ti apro la cassaforte. Nova Il Sole 24 Ore 26 luglio 2007. Due ladri, purtroppo condannati a un anonimato che davvero non rende loro giustizia, sono stati protagonisti di una delle più rocambolesche malefatte in cui – come delicati sommelier nell’ovattata atmosfera del più esclusivo hotel de charme – hanno saputo mescere il nettare dell’imbecillità. Un colpo che, a voler restare nel contesto della degustazione enologica, sa di tappo nonostante la meticolosa adozione di dettagliati accorgimenti procedurali: i banditi in questione avevano le chiavi delle porte, i codici dei dispositivi elettronici di sicurezza e le combinazioni delle casseforti. Eppure qualcosa è andato incredibilmente storto. Succede a Colorado Springs, località che gode di ben altra notorietà visto e considerato che è il nido delle aquile della Us Air Force: la tranquilla cittadina sede dell’Accademia aeronautica statunitense è stata l’anfiteatro di questa buffa rappresentazione del crimine, mentre a far da palcoscenico è stato il centro commerciale Bigg City (già noto a chi bazzicava la zona come Mr. Bigg’s Family Fun Center). I criminali entrano nei locali e si trovano dinanzi a una sorta di tempio pagano in cui si ammucchiano i più incredibili oggetti di svago e di intrattenimento al coperto. Sarà l’emozione o forse il caldo, ma la lucida freddezza – che si immagina avesse caratterizzato i preparativi – va istantaneamente a farsi benedire. Uno dei due nota la presenza di una telecamera che segue ogni movimento: accidenti, è tecnologia "motion detection" e quindi capace di pedinare gli spostamenti e seguire chi è finito nel mirino! Il ragazzo non si perde d’animo: ha letto libri e visto film in cui bisogna sbrigarsi ad accecare il dispositivo di ripresa. Bisogna sporcare la lente dell’obbiettivo. Serve un barattolo di vernice e lì a portata di mano sembra essercene uno: sul tubo c’è scritto WD-40 e non importa a quale colore corrisponda. Il bandito afferra il cilindro, sale su una sedia, toglie il coperchio e allunga il braccio verso l’alto. Il dito va a spruzzare. Purtroppo, per lui, non è pittura ma un provvidenziale (per quelli della security) liquido per pulire lo schermo dei computer. Il giovane brigante non se ne accorge e gongola per la prontezza nell’affrontare – come Ulisse con Polifemo – quel terribile occhio e replica per altre sette volte il presunto sabotaggio del sistema televisivo a circuito chiuso. Le telecamere – la lente limpida come non lo era mai stata – riprendono nitidamente quel che accade. I delinquenti in azione adesso si sentono invisibili. Cominciano ad armeggiare qua e là senza giungere a conclusione di nulla: tentano di adoperare badge falsificati per aprire cassetti chiusi a chiave, guardano esterrefatti la cassaforte e il biglietto su cui hanno annotato la combinazione ma non capiscono da che parte iniziare, osservano con preoccupazione il tastierino numerico che aprirebbe elettronicamente un pesante armadio blindato. Sembrano ipnotizzati dalle sterminate possibilità a disposizione, come due ghiottoni che dinanzi a un banchetto luculliano non riescono a trovare il piatto su cui avventarsi per primi. Sono le due di notte e 75 minuti di registrazione tv testimoniano una raffica di fallimenti nel tentare la combinazione. Un’ora e un quarto a girare a destra e a sinistra la manopola senza mai indovinare la sequenza corretta. A un tratto il più furbo dei due si lascia tramortire da un’idea a suo avviso geniale. Richiama l’attenzione del compare e si fa seguire a una vicina scrivania su cui troneggia un magnifico computer acceso. Il dritto della traumatica accoppiata si mette alla tastiera e – strizzato l’occhio al "socio" – approfitta al volo della disponibilità del collegamento a internet. Le dita corrono a digitare www.google.com e, una volta apparsa la homepage, la ricerca è subito lanciata: «How to crack a safe» (vale a dire come forzare una cassaforte) è quel che è rimasto nella cronologia del pc esaminato dagli esperti informatici della polizia di Colorado Springs. Grazie a qualche suggerimento ottenuto per via telematica i due cialtroni riescono finalmente ad aprire il pesante sportello e ad arraffare i 12mila dollari conservati all’interno dell’armadio blindato. Il detective Chuck Ackerman ha distribuito in città la stampa di alcuni fotogrammi della ripresa filmata della bricconata. Il passamontagna copre il volto dei due, ma – vista la sfortuna che ha contraddistinto i presunti gangster – non è da escludere che qualcuno ne riconosca lo sguardo o le mosse... Umberto Rapetto