Varie, 26 luglio 2007
Tags : Ulrich Grimma Mühe
MHE Ulrich Grimma (Germania) 20 giugno 1953, Walbech (Germania) 22 luglio 2007. Attore • «[...] l’attore dagli occhi tristi che ha commosso mezzo mondo come protagonista di Le vite degli altri [
MHE Ulrich Grimma (Germania) 20 giugno 1953, Walbech (Germania) 22 luglio 2007. Attore • «[...] l’attore dagli occhi tristi che ha commosso mezzo mondo come protagonista di Le vite degli altri [...] non ha avuto il tempo di godere del successo del film e dei riconoscimenti internazionali - tra i quali il premio come miglior attore europeo dell’anno a Varsavia il 2 dicembre - alla sua interpretazione di Gerd Wiesler, l’agente della Stasi che nel film spia l’esistenza quotidiana di una coppia di sospetti oppositori al regime comunista nella Germania Est e ne viene conquistato tanto da entrare in una profonda crisi morale e mettere in dubbio se stesso e il suo lavoro. In realtà, se Le vite degli altri, film-rivelazione del 2006, lo ha reso famoso fuori dai confini della Germania, nei paesi di lingua tedesca il talento di Mühe, che aveva fatto parte delle maggiori compagnie teatrali in ruoli classici e moderni (aveva lavorato con Heiner Müller), era ampiamente riconosciuto. E dopo aver interpretato per otto stagioni la serie ”L’ultimo testimone” era popolare e amatissimo dal pubblico televisivo. Era comunque il teatro la passione forte dell’attore, che, nato il 20 giugno 1953 a Grimma, nell’allora Germania dell´Est, aveva cominciato a recitare da ragazzo in gruppi dilettanti, mentre si guadagnava da vivere come operaio edile. Verso la fine degli anni Settanta l’attore era diventato il suo unico mestiere. Come molti giovani della sua generazione cominciò a sentire il peso del regime comunista e a militare in gruppi che, cercando contatti con l’esterno, sognavano la caduta del Muro, sotto quale Mühe aveva trascorso gran parte del servizio militare, assegnato al controllo e alla denuncia dei tentativi di fuga dall’Est. Il cinema era entrato nella sua carriera dopo la riunificazione della Germania. Le esperienze di vita avevano influenzato il suo carattere. Il regista Von Donnersmack diceva di lui che ”persino dopo un anno di intima e armoniosa collaborazione mi rivolgo a Ulrich chiamandolo ancora ”signor Mühe’. un uomo che mantiene le distanze per proteggere se stesso e la sua arte. Chiunque sia mai stato in sua compagnia ne capirà il motivo: gli occhi del signor Mühe guardano dritti nel cuore della persona che gli sta davanti e rivelano, a loro volta, il cuore di questo grande uomo. Questa mescolanza di talento intellettuale e vulnerabilità lo rende un attore di tutto rispetto”. [...]» (Maria Pia Fusco, ”la Repubblica” 26/7/2007).