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 2007  luglio 22 Domenica calendario

Che numeri con la rete! Il Sole 24 Ore 22 luglio 2007. Una ragnatela grande come il mondo. Questo significa letteralmente World Wide Web, che nell’abbreviazione familiare www sta nell’indirizzo di tutti i siti che si trovano nella rete

Che numeri con la rete! Il Sole 24 Ore 22 luglio 2007. Una ragnatela grande come il mondo. Questo significa letteralmente World Wide Web, che nell’abbreviazione familiare www sta nell’indirizzo di tutti i siti che si trovano nella rete. Il progetto del web fu sviluppato al Cern di Ginevra da Tim Berners-Lee e dai suoi collaboratori nel 1989, dopo che un primo prototipo di rete, elaborato da un gruppo di ricercatori del Mit di Boston, era entrato timidamente in funzione vent’anni prima. Arpanet, questo il nome della rete sperimentale, collegava solo quattro grandi computer di università americane. In breve la rete si estese ad altre università e centri di ricerca, negli Stati Uniti e in Europa. Inizialmente finanziata da enti pubblici americani, internet fu impiegata per scopi di interesse pubblico, come la ricerca e l’istruzione, che escludevano tassativamente le attività commerciali. Ben presto però «tutte le pretese di purezza e di limitazioni commerciali svanirono», osservano Fabrizio Luccio e Linda Pagli. Nel maggio 1995, infatti, «la spina dorsale della rete, chiamata l’internet backbone, ovvero l’insieme di collegamenti più veloci e capienti di tutta la rete e punto nevralgico dello smistamento di tutti i messaggi negli Stati Uniti, non venne più finanziato» dalla National Science Foundation, come era avvenuto fin dalla prima fase di esistenza della rete. A quel punto il traffico venne smistato sulle reti commerciali che nel frattempo si erano autonomamente sviluppate. Prendeva forma internet, come la conosciamo. Da allora la rete è cresciuta in maniera esponenziale, diventando davvero la grande "ragnatela" che avviluppa il mondo. La storia che Luccio e Pagli raccontano in questo bel libro è affascinante ma anche, per certi versi, inquietante. una storia "matematica", perché gli argomenti e le spiegazioni di tipo matematico costituiscono l’ossatura del racconto, ma è una storia che si raccomanda a ogni lettore curioso. Nelle pagine di questo libro, infatti, le osservazioni più tecniche si intrecciano con continui riferimenti storici e culturali. La chiave di lettura è il trattamento dell’informazione, dai più antichi codici fino alle moderne reti, con le loro caratteristiche e peculiarità. A queste ultime è dedicata la seconda parte del libro, mentre le "basi scientifiche", esposte nella prima parte, ne costituiscono la naturale premessa. Il punto di partenza è l’invenzione della scrittura. «Fu mio il sistema di segni tracciati. Memoria del mondo, fertile madre di Muse». Così, incatenato alla roccia per volere degli dei, Prometeo rivendica di aver dato agli uomini il dono della scrittura. Affidata al mito nelle parole di Eschilo, si cela l’invenzione che davvero «ha mutato in modo fondamentale la cultura dell’uomo» come dicono Luccio e Pagli. La scrittura ha infatti permesso di registrare una quantità di informazioni impossibili da ricordare e comunicare oralmente. Dagli iniziali caratteri cuneiformi, che rappresentavano in forma pittorica oggetti o animali, si è passati nel corso del tempo a caratteri sempre più idealizzati, legati al suono impiegato per denotare quegli oggetti nel linguaggio di chi scriveva, fino a ridursi alla rappresentazione di fonemi, come avviene nella gran parte degli alfabeti oggi in uso. E non senza sorpresa si scopre che, come spiegano Luccio e Pagli, un testo cuneiforme non è sostanzialmente né più breve né più semplice dei testi scritti con gli odierni alfabeti. Dalla scrittura ai codici, il discorso prosegue naturalmente con l’analisi di algoritmi per la generazione di sequenze di simboli, e il problema della casualità e della compressione dei testi. Quando una sequenza può essere compressa senza perdita d’informazione? Teorie matematiche mostrano che questo accade se e solo se la sequenza non è casuale. « quanto largamente applicato nella trasmissione dei dati sulla rete internet, ove, se possibile, i grandi files vengono compressi», commentano Luccio e Pagli. Analoghi problemi matematici si presentano quando si tratta di trasmettere messaggi confidenziali in rete. Come si fa, per esempio, a garantire la sicurezza degli acquisti in rete, per esempio con carta di credito? Come ci spiegano Luccio e Pagli, dietro un’operazione che si fa tranquillamente al computer di casa si nasconde una quantità di risultati matematici assai sofisticati, che ancora una volta rivelano le «profonde implicazioni sul ruolo della matematica nelle attività dell’uomo». Umberto Bottazzini