Massimo Numa, La Stampa 26/7/2007, 26 luglio 2007
Sono le 8,40 del 6 giugno scorso. Rosa Angela Bazzi torna davanti al pm di Como. Vuole raccontare la «vera storia» della strage di Erba, di come «ha lottato con la Raffaella», di come «il bambino le ha sorriso e le ha detto ciao», prima di sgozzarlo; di quando ha messo un cuscino sotto la testa della nonna, perchè, già colpita, «respirava male»; dei dialoghi tra assassini e vittime («Possiamo ancora aggiustare le cose», avrebbero detto le donne agonizzanti)
Sono le 8,40 del 6 giugno scorso. Rosa Angela Bazzi torna davanti al pm di Como. Vuole raccontare la «vera storia» della strage di Erba, di come «ha lottato con la Raffaella», di come «il bambino le ha sorriso e le ha detto ciao», prima di sgozzarlo; di quando ha messo un cuscino sotto la testa della nonna, perchè, già colpita, «respirava male»; dei dialoghi tra assassini e vittime («Possiamo ancora aggiustare le cose», avrebbero detto le donne agonizzanti). Di come tutti morti le sembrassero uno solo: Azouz Marzouk. «Credevo di tagliare solo lui, la mia ossessione». Poi il movente: «Azouz mi ha stuprata, tre settimane prima dell’11 dicembre». La incalza il pm: perchè non l’ha detto ai carabinieri? «Perche non facevano niente e per non turbare l’Olindo. Glielo detto solo in carcere». Nei primi interrogatori dopo l’arresto era stata vaga: «Azouz mi molestava, mi derideva...». I pm le domandarono se c’era stata violenza sessuale. E lei: «Non rispondo a questa domanda...». Il 6 giugno, invece, colpo di scena. Un martedì mattina, quando Olindo è al lavoro e lei, che fa la domestica, di riposo, Azouz riesce a entrare in casa. Il resto è nel verbale: «...Era cotto di me...lui ha detto che quando aveva rapporti con la Raffaella, pensava di stare insieme a me..Ce l’avevo sempre dietro, dove andavo io c’era lui...Marzouk mi perseguitava». Ancora: «Tre settimane prima che facevo quello che ho fatto. Lui è entrato alle 9 di mattina, io stavo facendo come sempre...è entrato, in quel momento non l’ho sentito entrare in casa, ho messo fuori il piumino e io ho il vizio che le porte non le chiudo...Sono andata in lavanderia e sentito smuovere le sedie...ho visto l’ombra e dopo lui. Mi sono guardata in giro, ho preso un vaso che ho in casa, gli ho detto di uscire...tremavo dalla paura, dentro di me stavo male». Il tunisino, a questo punto, avrebbe confessato la sua passione: «Lui ha cominciato a dirmi che quando era in galera pensava a me. Io lì ho fatto uno sbaglio, penso, forse, girarmi di schiena. Lui mi ha preso dalla schiena...ha cominciato a strapparmi la maglietta, una maglietta rossa che io ho ancora in lavanderia, che io non so come mai nella mia testa li tenuti ancora ed ha cominciato». La sequenza si fa drammatica. E’ una scena a luci rosse, quella che si svolge nel soggiorno di casa Romano. «Ha cominciato, cioè io ho cercato di difendermi più che potevo, perchè ancora adesso, cioè, mi fanno male braccia e tutto, lui mi ha preso, mi ha sbattuta sul divano, mi ha strappato i vestiti. Mi ha detto che avevo un corpo più molto bello di sua moglie...ha detto che avevo le cose più belle...e, io ho cominciato a gridare...ho cominciato a lottare, ho lottato tantissimo...beh, anche a lui glieno ho dato di calci, anche in basso e tutto...Lì mi ha strappato la gonna e mi ha strappato le mutandine, lui s’è abbassato i pantaloni ed ha fatto quello che aveva da fare». Il pm insiste: cosa ha fatto? Rosa: «Niente, lui...niente...cioè...niente...ha detto che lui non ce la faceva a stare senza toccarmi...perchè ha detto, fa...che voleva ammazzare l’Olindo perchè ha detto che io avevo da essere sua moglie, a tutti i costi io se non mi prendeva mi portava al suo Paese e...io ho detto ho cercato con le gambe di difendermi, ho cercato con le braccia ma lui mi ha preso le braccia e me le ha messe dal di dietro. Ho cercato in tutte le maniere di dargli i calci, lui s’è abbassato i pantaloni ed è entrato nel mio corpo». Pm: l’ha picchiata, ha lasciato dei segni? «Beh, mi è venuto giù sangue dal naso...». Pm: l’ha violentata come, signora? «Cioè lui era sopra di me. Sono caduta dal divano, ed ho picchiato la testa sullo spigolo del tavolino...ero come incastrata dentro, lui è entrato...è salito...è venuto sopra di me e ho sentito che è penetrato». Pm: pancia in aria? «Sì, ha avuto un orgasmo dentro il mio corpo. Mi teneva con una forza terribile». Dopo, Azouz diventa romantico. Spiega Rosa: «Mi ha detto che era una cosa bellissima perchè lui mi voleva a tutti i costi. Lui rideva e ha detto: non ho mai fatto l’amore così bene con la Raffaella...S’è seduto, mi ha detto che se provavo a parlare avrebbe ammazzato l’Olindo, perchè lui vuole a tutti i costi portarmi in Tunisia. Sono stata zitta». C’è il tempo di un commiato: «Ciao, ci vediamo. Sei figa». Lei, dopo, «si butta sotto la doccia». Spiega: «Mi sono grattata più che potevo con la spugna ed è arrivato l’Olindo. Ero in accappatoio e dentro di me dicevo: ”Se lo racconto, chissà cosa succede». Gli avvocati di Azouz Marzouk, Ruggero Panzeri e Roberto Tropenscovino, denunceranno Rosy Bazzi per calunnia. Panzeri: «E’ una storia assurda, un tentativo penoso di costruire una via di fuga all’ergastolo». E Loredana Gemelli, che tutela la parte civile: «Non ci sono parole. Prima fa una strage, massacra anche un bimbo e, non paga, getta fango sul padre del piccolo. Ma non le servirà a niente».