???, la Repubblica 26/7/2007, 26 luglio 2007
Le origini di Marguerite Duras. A dieci anni dalla sua scomparsa, l´autrice dell´Amante e di Moderato Cantabile sta per tornare nelle librerie francesi con un volume d´inediti molto atteso, che alcuni critici non esitano a definire "eccezionale"
Le origini di Marguerite Duras. A dieci anni dalla sua scomparsa, l´autrice dell´Amante e di Moderato Cantabile sta per tornare nelle librerie francesi con un volume d´inediti molto atteso, che alcuni critici non esitano a definire "eccezionale". Cahiers de la guerre et autres textes (POL/Imec, pagg. 445, euro 22) è infatti un documento autobiografico importantissimo, ma anche una testimonianza preziosa sulla genesi dell´opera della scrittrice, nata a Saigon nel 1914 e scomparsa a Parigi il 3 marzo 1996. Si tratta della trascrizione di quattro quaderni riempiti della calligrafia fittissima di Marguerite Duras, scritti tra il 1943 e 1949 e poi racchiusi in una busta sulla quale l´autrice di India Song scrisse di suo pugno «Quattro quaderni della guerra». La busta, insieme a tutto l´archivio della scrittrice, è poi finita all´Imec (Institut Mémoire de l´Edition Contemporaine), il cui direttore, Olivier Corpet, insieme a Sophie Bogaert, ne cura oggi la pubblicazione. In queste pagine, che risalgono all´epoca in cui Marguerite Donnadieu sta diventando Marguerite Duras, si ritrovano le tracce dei molti avvenimenti drammatici che all´epoca segnano la vita di colei che è ancora una semplice impiegata del Ministero delle Colonie: la guerra, la resistenza, la morte del primo figlio, l´arresto e la deportazione in Germania di suo marito Robert Antelme. Sono anni duri e difficili, durante i quali la giovane donna pubblica i primi due romanzi, Gli impudenti e La vita tranquilla, e intanto riempie pagine e pagine di ricordi autobiografici, abbozzi romanzeschi e spunti narrativi che, mischiando realtà e finzione, dimostrano una sorprendente modernità stilistica capace di trasfigurare la materia autobiografica in opera letteraria. Non a caso, proprio dal materiale raccolto nei Cahiers de la guerre nasceranno alcune delle sue opere più importanti. Ad esempio, gran parte del primo quaderno servirà per la redazione di Una diga sul Pacifico, il romanzo che, pubblicato nel 1950, le garantirà una prima notorietà nel mondo letterario. Altre pagine aspetteranno invece molti anni, prima di essere riutilizzate e pubblicate. il caso di numerosi paragrafi del secondo e del terzo quaderno che raccontano il ritorno dal campo di concentramento di suo marito: rielaborati, tagliati e rimontati, quarant´anni dopo, nel 1985, diventeranno Il dolore, un libro che farà molto discutere. Altre pagine dei quaderni saranno utilizzate per Il marinaio di Gibilterra e Giornate intere tra gli alberi, senza dimenticare il primo abbozzo di Théodora, l´unico romanzo incompiuto e mai pubblicato da Marguerite Duras. «Non semplici minute né frammenti sparsi, i Cahiers de la guerre sono l´espressione di un´opera allo stato nascente. Questa matrice degli scritti futuri contiene in maniera lampante l´architettura primitiva di tutto l´immaginario durassiano», scrivono i curatori del volume, che hanno fatto un prezioso lavoro di riscontro per isolare le parti che, più o meno rielaborate, sono state riutilizzate nelle opere successive da quelle invece rimaste completamente inedite. Tra queste, oltre ad alcuni racconti, molti ricordi della giovinezza, alcuni dettagli del ritorno di Robert Antelme, le vacanze in Italia nell´estate del 1946 insieme a Vittorini, la nascita del figlio Jean nel 1947, come pure diverse annotazioni sul suo impegno politico e sulla vita quotidiana nella casa della rue Saint Benot dove vive insieme a Jean Mascolo. Corpet e Bogaert ricordano che «personaggi, luoghi, motivi circolano da un testo all´altro, facendosi continuamente eco». Nel lavoro della scrittrice, infatti, «gli spezzoni abbandonati di un manoscritto sono ripresi in quello successivo, integrati in nuove composizioni: in una parola, tutto l´archivio è passato nell´opera». In questi quaderni, la scrittrice sovrappone spesso autobiografia e finzione, in una maniera che sarà poi scopertamente utilizzata nell´ultima fase della sua carriera letteraria, a partire dall´Amante. Non a caso, la prima parte del volume contiene i ricordi della giovinezza in Indocina. La scrittrice scava nella memoria con lucida spietatezza: «Da quando ho iniziato a scrivere questi ricordi, ho l´impressione di aver disseppellito un insabbiamento millenario», scrive, «nessun´altra ragione mi spinge a scrivere, se non l´istinto del dissotterramento. molto semplice. Se non li scrivessi, li dimenticherei a poco a poco. Questo pensiero mi appare terribile. Se non restassi fedele a me stessa, a chi mai dovrei esserlo?» Da qui le descrizioni della difficile infanzia tra le risaie, la violenza dei rapporti con il fratello e la madre, le botte e gli insulti, ma anche la prima evocazione della complicata relazione con un ricco "indigeno", che molti anni più tardi verrà racconta nell´Amante. O ancora il ricordo delle dighe di bambù che sua madre fece costruire per proteggere le piantagioni, le difficoltà scolastiche e le osservazioni sulla vita coloniale. Insomma, come hanno ricordato i due curatori del volume, i Cahiers de la guerre consentono di assistere «alla nascita di una scrittrice che intrattiene con la propria infanzia e con la scrittura autobiografica un rapporto molto particolare. Ciò che è notevole in questi scritti è che quelli che trattano del passato non sono mai nostalgici né compiacenti». La vicenda biografica di Marguerite Duras, incessantemente fusa con la sua opera letteraria, tra qualche settimana sarà anche al centro di una grande mostra organizzata dall´Imec nella sua sede dell´Abbazia d´Ardenne, alla periferia di Caen. Dal 4 novembre fino al 21 gennaio 2007, utilizzando manoscritti, fotografie, lettere e documenti in gran parte inediti, lo scrittore Dominique Noguez, che fu molto amico della scrittrice, proporrà un percorso originale per mettere in luce i diversi aspetti della personalità dell´autrice della Pioggia d´estate. Per l´occasione verrà anche pubblicato un volume ricco di documenti inediti intitolato Marguerite Duras, La vie materielle (a cura di Sophie Bogaert, Imec, pagg. 128, euro 25), nel quale figureranno diverse testimonianze di amici e collaboratori della scrittrice.