Elena Dusi, la Repubblica 26/7/2007, 26 luglio 2007
ELENA DUSI
Discendenti di galeotti, e orgogliosi di esserlo. Per più di un australiano su 5 l´albero genealogico affonda in un passato di piccoli furti, prigioni inglesi troppo affollate e colonie penali ricostruite all´altro capo del mondo. Ma del loro antenato colpevole di aver rubato due maiali e condannato a 7 anni di internamento in Tasmania, i nipoti di Red Kelly sono tutt´altro che imbarazzati. Così come i discendenti di Elizabeth Thackery si fanno quasi un vanto della prozia, prima galeotta donna a sbarcare in Australia per scontare 7 anni di galera. Condannata per aver rubato cinque fazzoletti.
Per migliaia di australiani la pubblicazione online dei registri dei galeotti dell´800, stivati a centinaia nelle navi e deportati agli antipodi dopo un viaggio di otto mesi, è una piacevole occasione per scoprire le proprie origini. E per svelare un peccato originale che quasi sempre non va oltre la "pesca di frodo in uno stagno o torrente", il "furto per un valore inferiore allo scellino" o ancora "il contrabbando di provviste destinate alle navi". Da ieri nel sito www.ancestry.co.uk è consultabile l´archivio di 160mila galeotti deportati nelle colonie penali dell´Australia tra il 1788 e il 1868. Perfino il premier John Howard e il leader dell´opposizione Kevin Rudd, divisi su tutto, hanno scoperto di condividere un antenato con la fedina penale macchiata. L´antenato del capo del governo - ha raccontato quasi con orgoglio Howard - rubò un orologio in guscio di tartaruga. Mentre l´origine europea di Rudd risale a una bambina che a dieci anni sottrasse una camicia a un´amichetta, e ricevette una punizione esemplare.
Da quando la prima nave sbarcò nel porto di Botany Bay (dove oggi sorge l´aeroporto di Sydney) con i suoi 780 carcerati-coloni, fino alla chiusura dell´ultima galera degli antipodi, 160mila prigionieri fecero il giro del mondo in ceppi. Per tre quarti erano inglesi, il 24% irlandesi, il 5% scozzesi e l´1% proveniente dal resto dell´Impero. Per due milioni di odierni britannici e per il 22% degli abitanti del continente nuovissimo - stima il responsabile del sito Josh Hannah - basterà inserire i propri dati anagrafici per scoprire la data dell´arresto, la lunghezza della pena e la colonia penale da cui la loro nazionalità australiana discende.
"Non importa quel che fecero, sono pur sempre la nostra famiglia" si legge sul sito nella pagina di accoglienza. "Nel momento in cui i prigionieri sbarcavano - prosegue il testo - sapevano bene che non avrebbero avuto molte probabilità di rivedere i propri cari o la madrepatria. C´erano forse vostri antenati a bordo?". Chris Hicks per esempio, un australiano di 54 anni, ha scoperto grazie al sito la storia del suo antenato James, nato nel 1804 e scomparso da ogni registro in Gran Bretagna subito dopo aver battezzato il suo primogenito. James era stato condannato alla pena capitale per aver rubato due pecore. Ma anziché alla forca, i giudici preferirono mandarlo in Australia a bordo della Mermaid, partita dal porto di Sheerness il 5 dicembre 1829 e approdata a Port Jackson cinque mesi più tardi. Qui i galeotti furono passati in rassegna, e di James è rimasta una descrizione fisica minuziosa, che ha reso felice il pronipote Chris.
Attraversare mezzo mondo e finire in Australia a coltivare una terra quasi vergine era condanna piuttosto comune nel diciannovesimo secolo inglese, quando le città si andavano riempiendo di piccoli delinquenti e le carceri erano talmente affollate da rendere desiderabili le pur terribili fabbriche. La maggior parte dei galeotti spediti in Australia si era macchiata di reati di minore importanza, e su quelle navi da cui sarebbe nata buona parte della nazione australiana non mancavano le donne (una ogni 6 uomini). L´età media era di 22 anni, la pena standard comminata praticamente a tutti era di 7 anni e fortuna volle che nella storia delle deportazione neanche una nave fu persa per mare. Il picco degli sbarchi si registrò nel 1833, con l´arrivo di 36 navi e 7mila galeotti a bordo. Da Botany Bay nel Nuovo Galles del Sud le colonie penali si estesero presto a Port Jackson, più a nord, e poi ancora in Tasmania nel 1803, in Nuova Zelanda nel 1840. E quando allo scadere dell´800 l´Australia cessò di essere una prigione a cielo aperto, 4 abitanti su 10 erano passati da una colonia penale.