Maurizio Giannattasio, Corriere della Sera 26/7/2007, 26 luglio 2007
MILANO
Non l’ha ancora detto a suor Letizia per evitargli l’ennesimo stranguglione prima delle ferie estive. Dopo Vade Retro, Vittorio Sgarbi è pronto a regalare un’altra polemica a Milano. Devastante. Tocca piazzale Loreto, dove Benito Mussolini venne appeso a testa in giù il 29 aprile del 1945.
Sul tavolo di Sgarbi, c’è un progetto con la firma di Alberto Bartalini. Si vedono tre grandi teste di Mussolini, sculture alte 5 metri. Una bianca, una rossa e una verde. Sono di zucchero. Da installare a piazzale Loreto. Bartalini, che ha curato la realizzazione del muro di Enrico Baj a Pontedera, ha pensato a uno striscione con la scritta Dux al contrario: Xud. Ossia, la scultura di Mussolini a testa in su e la parola duce a testa in giù. Sotto un logo: «Made in Italy, prodotto da esportare».
Mette le mani avanti Sgarbi: «Per adesso è solo uno studio. Prima di tutto voglio sentire la giunta e il sindaco Letizia Moratti. Ma ritengo si possa fare un richiamo non violento, non dissacratorio e non di antifascismo militante a quello che è successo in piazzale Loreto 62 anni fa». Ma l’insolita prudenza sgarbiana si scontra con la rabbia di Alessandra Mussolini, nipote del Duce: «Lo zucchero si scioglie, il dolore no. Non c’è nulla di zuccheroso in quello che è successo lì, è stato uno scempio. Si possono anche organizzare degli eventi ludici in quella piazza, ma solo dopo che lo Stato, con le parole del presidente della Repubblica, riconosce che lì si è consumata una tragedia ». E comunque la Mussolini si sente di dare un consiglio al suo nemico Sgarbi: «Se proprio le vuole mettere da qualche parte, diciamo così, se le metta a casa sua».
Maurizio Giannattasio