Gianluca Paolucci, La Stampa 25/7/2007, 25 luglio 2007
GIANLUCA PAOLUCCI
TORINO
Ricavi netti in crescita del 12% a 15,2 miliardi di euro nel trimestre, massimo storico per il gruppo, e a 28,8 miliardi nei sei mesi. Utile netto che sale del 90% a 627 milioni di euro nell’ultima trimestrale e oltre 1 miliardo nel semestre. I conti del gruppo Fiat, approvati ieri dal cda presieduto da Luca Montezemolo, sono migliori delle attese, ma il mercato si aspettava una revisione al rialzo delle stime per l’intero 2007 e penalizza il titolo a piazza Affari.
Un trimestre, quello concluso il 30 giugno scorso, «piuttosto significativo», si limita a dire l’ad Sergio Marchionne presentando i conti agli analisti, per diverse ragioni: il fatturato salito al «più alto livello mai raggiunto da Fiat in cento anni di storia», il più alto livello dei profitti, il maggior numero di veicoli venduti e il più alto volume di auto. «Gli sforzi di ristrutturazione stanno cominciando a pagare», ha aggiunto Marchionne.
In Borsa però il titolo Fiat vive una giornata sotto pressione. In chiusura il calo è del 3,89% a 22,5 euro con scambi che hanno riguardato il 6% del capitale. La ragione, spiegano dalle sale operative, è che il mercato si attendeva un miglioramento delle previsioni per l’intero esercizio già ieri. Marchionne ha preferito una linea prudente, confermando le stime «nella parte alta» della forchetta già fornita la mercato, migliorando invece l’indebitamento a fine anno, previsto adesso a circa 600 milioni di euro. Salvo poi tornare sull’argomento nel corso della conference call con gli analisti per dire che una revisione è possibile, ma solo dopo aver visto i conti del terzo trimestre nell’ottobre prossimo. «Voglio informarvi che sarà possibile rivisitare questi target alla fine del terzo trimestre. Io vorrei vedere la fine del terzo trimestre prima di poter annunciare come sarà la fine dell’anno, ora è presto per dirlo», ha spiegato l’ad parlando con la comunità finanziaria.
Per ora resta dunque valido quanto già detto. Il Lingotto si aspetta di raggiungere un il risultato della gestione ordinaria di circa 2,7 miliardi, con un margine della gestione ordinaria di circa il 5%, un utile netto compreso tra 1,6-1,8 miliardi di euro e l’utile per azione tra 1,25-1,4 euro. Come buon auspicio ci sono i numeri della nuova 500, con 57.000 ordini già raccolti a pochi giorni dal lancio. E il risultato di Maserati, che porta al gruppo il primo utile da quando è stata acquisita nel 1993.
Nel secondo trimestre il fatturato dell’automobile è stato a 7,4 miliardi di euro (di cui 6,8 di Fiat Group Automobiles ed il resto di Ferrari, 423 mln, e Maserati, 177 mln), del 25,2% di quello dei veicoli industriali a 2,9 miliardi e dell’8,5% (in euro) delle macchine per l’agricoltura e le costruzioni di Cnh a 3,3 miliardi di euro (+16,3% in dollari). Altrettanto positivi i risultati della gestione ordinaria, saliti a livello di gruppo a 946 milioni di euro, +44%. Alla performance hanno contribuito in maniera uniforme tutti i settori, a partire da quello dell’auto, che ha toccato quota 193 milioni di euro, risultato più che doppio rispetto a quello del secondo trimestre 2006 (88), seguito dalla Cnh con 348 milioni (+75 milioni) e dall’Iveco con 224 milioni di euro (+61 milioni).
Bollate come «rumore» le voci di un interesse per Volvo, Marchionne continua a lavorare sulle alleanze dove qualche novità potrebbe arrivare a breve. Nel settore dei veicoli industriali, ad esempio, il gruppo sta muovendosi negli Stati Uniti, dove qualcosa nei camion potrebbe venir annunciata «entro sei-nove mesi».
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