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 2007  luglio 24 Martedì calendario

ROMA - Banche-consumatori, la guerra continua. A un anno dall´entrata in vigore del decreto Bersani sulle liberalizzazioni, le associazioni Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc hanno fatto due conti: gli istituti di credito, non adeguando i tassi attivi alle variazioni della Banca Centrale Europea - così prevede il decreto - si sarebbero messi in tasca nel giro di un anno 5 miliardi e 300 milioni di euro

ROMA - Banche-consumatori, la guerra continua. A un anno dall´entrata in vigore del decreto Bersani sulle liberalizzazioni, le associazioni Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc hanno fatto due conti: gli istituti di credito, non adeguando i tassi attivi alle variazioni della Banca Centrale Europea - così prevede il decreto - si sarebbero messi in tasca nel giro di un anno 5 miliardi e 300 milioni di euro. Vista dal lato del cliente, la cifra si traduce in 500 euro persi da ogni famiglia. Tutto parte dai reclami dei consumatori. Sono circa 18 mila: 14.711 sulla simmetria dei tassi, 2.507 per la portabilità dei mutui, 522 per la cancellazione dell´ipoteca e 347 per la penale sui mutui. L´Adusbef ha presentato 104 esposti alle Procure della Repubblica per truffa e appropriazione indebita. Il presidente, Elio Lannutti, non ha intenzioni pacifiche: «Sembra la Repubblica delle Banche, a loro tutto è consentito», ha detto alla conferenza "Usi e abusi bancari: i consumatori dichiarano guerra agli istituti di credito". Per lui, che la banca sia piccola o grande, non c´è differenza: tutte hanno fatto rimettere soldi ai cittadini. Compresa la Banca d´Italia: «Anziché vigilare, va a braccetto con le banche». Il governatore Draghi? «Dovrebbe mandare le ispezioni - ha continuato - Mi auguro che dia un segnale di discontinuità». Non bastano le denunce, ha ricordato Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori: «Bisogna andare oltre, verificare, controllare», anche perché «costi bancari e tassi più elevati hanno pesato sulle imprese, con una ricaduta sui costi per i cittadini». Dall´Adoc non arrivano parole più tenere: «Le banche si trincerano sempre dietro le stesse scuse», ha commentato Roberto Tascini. Qualche esempio? «Dicono di essere in attesa di regolamenti applicativi e lamentano la scarsa chiarezza di alcune norme, nonostante lo scorso febbraio il ministro Bersani abbia inviato una nuova circolare esplicativa». Carlo Rienzi della Codacons intanto ha annunciato l´apertura di un indirizzo mail tutto dedicato a chi vorrà segnalare abusi da parte degli istituti di credito: bancheimbroglioneemail.it. E sulle ripercussioni del decreto Bersani ieri è nata un´altra polemica, a distanza, che ha coinvolto in prima persona il ministro allo Sviluppo Economico: il fronte, stavolta, è quello delle tariffe Rc Auto. La provocazione è partita dal presidente dell´Ania (Associazione nazionale fra le Imprese Assicuratrici), Fabio Cerchiai: se scenderanno i costi delle assicurazioni per i veicoli, ha tenuto a sottolineare entrando in audizione al Senato, non sarà per merito delle liberalizzazioni di Bersani, ma semmai «per una riduzione dei costi di liquidazione». «E degli aumenti che abbiamo avuto fin qui "il merito" chi se lo prende? - ha replicato il ministro in una nota -Preferirei che l´Ania si occupasse un po´ meno del mio buon nome e un po´ di più del giudizio dei consumatori». Quello che non è andato giù a Cerchiai è il provvedimento sul meccanismo bonus/malus: «Iniquo», perché include nella penalizzazione solo il responsabile dell´incidente accertato e non chi è responsabile in concorso minore o al 50 per cento.