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 2007  luglio 25 Mercoledì calendario

Indignata per la messa in vendita su Internet delle "mutande caldissime di Marilyn Monroe" (morta il 5 agosto 1962 probabilmente per un’overdose di barbiturici nella sua villa di Brentwood), la senatrice democratica dello Stato della California Sheila Kuehl, ex stellina televisiva negli anni ”60, ha proposto una legge per garantire i ”diritti pubblicitari post-mortem” delle celebrità di Hollywood morte prima del 1985 (l’attuale legislazione californiana tutela l’immagine solo delle celebrità morte dopo questa data, assegnandone la gestione a familiari, eredi o società da loro designate)

Indignata per la messa in vendita su Internet delle "mutande caldissime di Marilyn Monroe" (morta il 5 agosto 1962 probabilmente per un’overdose di barbiturici nella sua villa di Brentwood), la senatrice democratica dello Stato della California Sheila Kuehl, ex stellina televisiva negli anni ”60, ha proposto una legge per garantire i ”diritti pubblicitari post-mortem” delle celebrità di Hollywood morte prima del 1985 (l’attuale legislazione californiana tutela l’immagine solo delle celebrità morte dopo questa data, assegnandone la gestione a familiari, eredi o società da loro designate). La senatrice: "Dal mio punto di vista questa nuova legge non dovrebbe nemmeno essere necessaria. Questa proposta riconosce un diritto di proprietà all’immagine della persona deceduta, che si estende aldilà della morte e che nel testamento viene segnalata come una forma di proprietà personale. L’immagine di una celebrità non è qualcosa di cui chiunque può usufruire liberamente, a prescindere dalla notorietà della persona in questione". Se approvata, la legge si chiamerà Marylin Monroe Act. La Monroe aveva costituito per testamento un "trust" a favore della madre e della sorellastra, e nominato erede del resto dei suoi averi il suo maestro di recitazione, Lee Strasberg, fondatore dell’Actor’s Studio. Morto Lee, fu sua moglie, Anna Strasberg, a gestire la fondazione intitolata all’attrice, la Marilyn Monroe Llc, e in società con l’agenzia Cmg Wolrdwide per oltre vent’anni ha autorizzato l’uso dell’immagine della Monroe (fatturando solo lo scorso anno 5,8 milioni di euro). Llc e Cmg furono chiamate in causa davanti alla Corte federale dagli eredi del fotografo Milton H. Greene (autore di tremila foto della Monroe, tra cui le famose ”Red Velvet”, scattate per ”Playboy”), che dopo aver investito un milione e mezzo in avvocati, vinsero. Inutilmente se passasse la nuova legge. Che farebbe perdere un bel po’ di soldi anche a Per Douglas Kirkland, uno dei più famosi fotografi di Hollywood, anche lui autore di celebri ritratti della Monroe: "La proposta di legge della senatrice Kuehl rappresenta una minaccia all’utilizzo del copyright di un individuo e di un artista come me, e non farebbe altro che concedere il copyright a grosse società: un virtuale monopolio dell’immagine a scapito del libero commercio. Espongo spesso in gallerie d’arte foto dei divi, incluse quelle della Monroe. La nuova legge mi toglierebbe il diritto di venderle. Noi artisti freelance campiamo sulla vendita dei nostri lavori, in quanto di nostra proprietà. Un diritto inalienabile". Kirkland, 70 anni, nel pieno della sua carriera, ne ha anche per Anna Strasberg: "La Llc è gestita da avvocati poco raccomandabili che si sono uniti ad Anna Strasberg e sostengono di avere diritti legali su tutto quello che riguarda Marilyn, anche se questo diritto non è mai stato provato. Sono anni che ci chiedono una sorta di riscatto per ogni immagine usata, e tutti noi abbiamo pagato piccole somme senza protestare. Ma ora vogliono tutto. Io ho pubblicato un calendario con 12 immagini di Marilyn, e ho sempre pagato alla Llc una parte dei profitti. Ora hanno cominciato a dirci quali immagini possiamo usare e quali no, e forse non potremo nemmeno fare un altro calendario. Se continuano così abbiamo chiuso con Marilyn". Secondo Kirkland, che conosceva bene la Monroe, "non era di certo quello che Marilyn, così tenera, gentile e generosa, immaginava che succedesse. Se avesse potuto scegliere avrebbe lasciato tutto ad opere di beneficenza. Ora si starà rivoltando nella tomba". La polemica sull’uso delle immagini di celebrità defunte, d’altronde non è nuova. Alla fine degli anni ”90 fecero scandalo sequenze di film di John Wayne inserite digitalmente in una pubblicità per una birra e Fred Astaire venne fatto ballare in uno spot con un aspirapolvere.