Claire Soares, la Repubblica 24/7/2007, 24 luglio 2007
CLAIRE SOARES
VXJ - Vista da qui, questa cittadina di 75 mila abitanti nel sud della Svezia non sembrerebbe il centro di una rivoluzione verde. Le ciminiere si stagliano sopra le fila di abeti e impediscono la vista del vicino lago. Eppure qui c´è la centrale elettrica che ha contribuito a fare di Växjö il luogo più ecologico d´Europa. E in effetti, a guardare meglio, si vede che la sola cosa che fuoriesce dalle ciminiere è un esile sbuffo di vapore. All´interno, poi, l´odore è più simile a quello di una sauna che a quello di una fornace: perché la centrale non è alimentata a petrolio ma da trucioli e altri scarti di legname delle segherie e delle cartiere intorno. Oltre a generare energia elettrica, l´impianto fornisce anche il 90 per cento dell´acqua calda e del riscaldamento necessari a questa cittadina della Svezia meridionale. «Siamo nel mezzo di una legnaia, tanto vale trarne vantaggio», sottolinea Tommy Sandh, che lavora nella centrale di controllo.
I gas prodotti dal legno che brucia si condensano in forma liquida e prima di raggiungere le ciminiere vengono purificati. Invece di scartare questo liquido, la centrale elettrica lo incanala in modo che raggiunga tutta la città. Alcuni getti forniscono di acqua calda i rubinetti, il resto viene incanalato in sistemi individuali di riscaldamento, fornendo calore a case e uffici. E le ceneri portate via dalla fornace ogni giorno tornano alla foresta in forma di fertilizzante.
stata questa centrale che ha fatto assegnare a Växjö il premio 2007 dell´Unione europea per lo sviluppo sostenibile, un riconoscimento che ne fa la città più verde del continente.
Gli amministratori locali hanno lavorato bene, hanno saputo "parlare" allo spirito ecologico dei loro concittadini, ma anche al loro portafoglio. L´elettricità generata dal petrolio costa circa 16.000 corone pro capite all´anno (circa 1.700 euro), mentre quella prodotta dalla nuova centrale costa un terzo in meno.
Ciò che sorprende è il tempismo. Molto prima che si iniziasse a parlare di uno stile di vita a zero emissioni di anidride carbonica, a Växjö erano già stati piantati i semi di una rivoluzione verde. Più di 10 anni fa, quando il prezzo di un barile di petrolio si aggirava attorno ai 20 dollari, Växjö annunciò di voler diventare una città libera dai combustibili fossili. Poco dopo fu stabilita una scadenza per il raggiungimento di quest´obiettivo - il 2050 - e furono introdotte tappe intermedie, come quella di dimezzare entro il 2010 le emissioni di anidride carbonica per abitante. Sono già a buon punto. Hanno raggiunto il 25 per cento di riduzione delle emissioni pro capite e, con 3,5 tonnellate di anidride carbonica per abitante, ha il più basso livello urbano d´Europa, inferiore alla media svedese, che è di cinque tonnellate, ma minuscolo se paragonato a quello degli Stati Uniti, dove le emissioni pro capite sono più di 20 tonnellate.
Eppure Anders Franzen, responsabile del dipartimento di pianificazione e sviluppo del consiglio comunale, non si lascia andare all´auto - compiacimento. « vero, per l´energia la battaglia è stata vinta, ma ci sono ancora i trasporti».
Anche se nelle sere estive le piste ciclabili sono affollate di residenti che viaggiano su due ruote - anziché su quattro - per andare a cenare in città, è ancora difficile convincerli a rinunciare alle loro Volvo avide di benzina. Il comune ha una flotta di automobili ecologiche alimentate a etanolo, e sta pensando di convertire anche i mezzi pubblici. Il signor Franzen dà il buon esempio, e guida una Prius. Anche perché il comune offre il parcheggio gratuito per i veicoli a bassa emissione, e sta anche pensando di convertire il sistema dei trasporti pubblici.
Sono già avanti, invece, su un altro progetto. Sostituire, nell´edilizia, il cemento con il legno, per avere edifici a zero emissioni di anidride carbonica perfettamente integrate con il paesaggio. Sulla sponda del lago Trömmen è quasi terminata la costruzione di un condominio di otto piani: sarà la più alta struttura in legno d´Europa. Costerà il 5 per cento in meno di una struttura in cemento o in mattoni, e tutti gli appartamenti, che saranno finiti a marzo, sono già stati comprati.
Con tutta quest´intraprendenza Växjö è diventata anche meta di turisti, di esperti e di curiosi "bio". Arrivano ogni settimana una ventina di gruppi, tedeschi e giapponesi, soprattutto, interessati alla centrale. Franzen confessa di sentirsi orgoglioso di essere così avanti sul fronte della lotta al riscaldamento globale. Ricorda l´estate del 1968. E le feste nel campus dell´Università di Harvard, quando parlava di musica e di ragazze con Al Gore. «Ho riso quando ha lanciato il progetto Live Earth. Cercherò di farlo venire qui. Da noi potrebbe imparare parecchio»
(Copyright The Indipendent - La Repubblica. Traduzione di Antonella Cesarini)