Corriere della Sera 25/07/2007, pag.39 Emilia Costantini, 25 luglio 2007
Proietti: "Faccio causa al teatro Brancaccio per danni economici". Corriere della Sera 25 luglio 2007
Proietti: "Faccio causa al teatro Brancaccio per danni economici". Corriere della Sera 25 luglio 2007. ROMA. arrivato il momento delle carte bollate. Gigi Proietti, che l’altra sera ha fatto il pieno di pubblico e di energia al teatro Brancaccio, con quello che doveva essere il suo "spettacolo d’addio ", riparte all’attacco. "Faccio causa al rappresentante legale della società Avana che gestisce il Brancaccio (Alessandro Longobardi, ndr) e non tanto per i danni alla mia immagine che, francamente, da tutta questa faccenda è uscita rafforzata, ma per i danni economici veri: i miei tre spettacoli, Buonasera: varietà di fine stagione, Pippi calzelunghe e Donne di fatto, prodotti dalla mia società Politeama, che erano in programma per la prossima stagione, se non ho più un teatro dove li rappresento? Gli attori e tecnici, una cinquantina di persone in tutto, che dovevano lavorare con me, come li pago? Per non parlare poi del personale del teatro, assunto negli ultimi sei anni, che si troverà senza lavoro". Longobardi replica che la società Avana non aveva alcun rapporto contrattuale con Proietti. "La mia parte contrattuale è stata una sola, il Comune di Roma, con cui il rapporto si è risolto e il teatro mi sarà rilasciato il 30 luglio alle ore 15". Parallelamente, il mattatore riconferma la sua proposta a Longobardi di pagare lui stesso l’affitto del Brancaccio, specificando la cifra: "Gli ho proposto 150-180 mila euro. Certo, lui al Comune ne ha chiesti 700 mila, il doppio di quelli che l’amministrazione capitolina pagava finora. Io assicuro subito una caparra". Niente da fare, invece, per la controproposta fatta l’altro ieri da Longobardi, e cioè di riprendere la direzione artistica, con una percentuale sugli utili, lasciando la gestione del Teatro alla società Avana: "Ma vogliamo scherzare? una proposta immorale: dovrei fare la direzione di un teatro, dove praticamente non verrei pagato, perché in una macchina complessa come il Brancaccio, quando hai pagato tutte le spese vive, la percentuale sugli utili è irrisoria. Ora è vero che non faccio teatro per arricchirmi, visto che è una pratica che non arricchisce nessuno e che, per arricchirmi, dovrei intensificare semmai l’attività televisiva o pubblicitaria, ma è pur vero che lavoro per vivere". Ma c’è anche un altro aspetto. Spiega Gigi: "Non posso accettare solo la direzione anche perché non sarei più libero delle scelte artistiche: se devo scegliere gli spettacoli e poi presentare le mie scelte alla "gestione", che magari le contesta, che razza di direttore artistico sarei?".Insomma, Proietti, rimanendo fermo sulle sue posizioni, vuole tuttavia tentare di sbloccare la situazione. "Visto che sono tuttora direttore artistico fino a fine luglio, ci sono compagnie che aspettano un mio cenno, per contrattualizzare la loro posizione in cartellone. Inoltre, c’è una campagna di abbonamenti da far partire". Poi, rispondendo ancora una volta a Costanzo: "Ha detto che avrei telefonato a sua moglie Maria De Filippi, interessato al suo programma tv "Amici": non è vero. È una signora che mi è pure simpatica, ma non l’ho mai contattata in vita mia". Emilia Costantini