Varie, 24 luglio 2007
SECCHI Zaira
SECCHI Zaira Roma 18 giugno 1955. Giudice. Un po’ di notorietà quando assolse Mario Riccio, l’anestesista di Cremona che aiutò a morire Piergiorgio Welby • «[...] il giudice del caso Welby sa di aver ”legalizzato” per via giudiziaria ciò che molti definiscono eutanasia. Ma è un tema che non vuole affrontare [...] Il provvedimento è costato al gup molte ore sulle carte: ha consultato la giurisprudenza, ”che non ha mai trattato un caso analogo”, e la dottrina, ”che supporta la mia sentenza”. ” una studiosa”, assicurano i colleghi, che la considerano ”preparata, precisa e meticolosa”. Chi la conosce le attribuisce anche ”una grande attenzione ai valori” e ricorda un pranzo offerto ai bambini poveri in occasione della prima comunione di un figlio. Zaira Secchi (il nome, di origine araba, significa ”la rosa”) [...] è abituata più a scrivere che a parlare: in 20 anni di magistratura è stata giudice di sorveglianza ad Ancona e a Roma, poi è arrivata al ministero. ”Sono stati quattro anni e mezzo molto interessanti’ ricorda ”. Mi sono occupata di rogatorie internazionali, ho viaggiato, ho stipulato la convenzione italo-svizzera in materia di assistenza giudiziaria”. Secchi è stata anche direttore del casellario centrale, sempre in via Arenula, finché, nel 2001, è diventata gip. Un cambiamento voluto, cercato: ”Dovevo tornare al fronte”, dice. Da allora, sulla sua scrivania sono passati i fascicoli sul giudice napoletano Paolo Cariello, all’epoca indagato per corruzione in atti giudiziari; sulla Cirio; su Hamdi Issac, l’etiope estradato a Londra per l’attentato del 2005; su Radio Vaticana, al centro di un’inchiesta per omicidio colposo ancora in corso. Mai, in due decenni, Secchi è stata pm. ”Mi sento giudice”, confessa [...]» (Lavinia Di Gianvito, ”Corriere della Sera” 24/7/2007).