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 2007  luglio 24 Martedì calendario

Gramsci Giuliano

• Mosca (Russia) 30 agosto 1926, Mosca (Russia) 23 luglio 2007. Figlio di Antonio (22 gennaio 1891-27 aprile 1937) • «Non aveva mai incontrato il padre, ma era profondamente legato alla sua figura [...] era nato [...] poco prima che suo padre Antonio, leader storico del Pci e grande teorico marxista, venisse arrestato dalla polizia fascista. Poi Giuliano e suo fratello maggiore Delio (morto nel 1982) del padre avevano visto solo le lettere inviate dal carcere, prima che la salute malferma del dirigente comunista cedesse definitivamente, nel 1937. Giuliano Gramsci aveva dedicato la sua vita alla musica e, come osserva il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio di cordoglio inviato ai familiari, ”dalla sofferta esperienza personale” legata al padre aveva tratto ”la spinta a mantenere rapporti e legami con l’Italia, svolgendo un importante ruolo di promotore della diffusione e della conoscenza della cultura italiana in Russia”. Un vincolo, osserva ancora Napolitano, che ”fu tanto sentito da indurlo a sperare, sino all’ultimo, di poter venire a vivere in Italia, che può essere considerata a pieno titolo la sua seconda patria” [...]» (Antonio Carioti, ”Corriere della Sera” 24/7/2007) • «[...] Figlio del leader comunista e di Julka Schucht, ha trascorso la sua vita interamente in Russia. Ha vissuto un’esistenza discreta, lontana dalla politica, nonostante il cognome ”pesante” [...] donò all’Istituto Gramsci numerose lettere del padre, della madre, della zia Tatiana e di altre persone legate all’intellettuale comunista (da Paolo Sraffa e Camilla Ravera). Dal carcere, Antonio Gramsci si mantenne costantemente in contatto epistolare con i due figli. I ricordi di Giuliano sono stati raccolti da Anna Maria Sgarbi in un libro, Mio padre Gramsci [...]» (’La Stampa” 24/7/2007) • «[...] secondogenito di Antonio [...] Quando, nel novembre del 1926, Gramsci venne arrestato per essere sottoposto al processo del tribunale speciale fascista, la moglie Giulia [...] era già a Mosca, dove poco prima, il 30 agosto dello stesso anno, aveva visto la luce Giuliano, secondo figlio del leader comunista dopo Delio. Per i familiari di Gramsci cominciano anni difficili, fatti di lontananza, di lettere, di rarissime visite. Le numerose lettere di Antonio ai due figli sono affettuose e apprensive, anche se con un velo di lontananza obbligata. ”Hai visto il mare per la prima volta - scrive Gramsci al figlio piccolo - Hai bevuto molta acqua salata facendo i bagni? Hai preso pesciolini vivi o dei granchi? Io ho visto dei ragazzetti che prendevano dei pesciolini nel mare con un mattone bucato...”. Giuliano ha 11 anni ed è a Mosca quando il padre muore. Comincia per lui una seconda vita, quella della musica, passione intensa e precoce che lo porterà ad essere uno stimato professore di flauto e clarino presso il conservatorio della capitale russa. Solo negli ultimi anni Giuliano ha accettato di parlare del padre: è stato durante una singolare polemica tutta in famiglia con la figlia Olga, che parlò di un’ipotesi di avvelenamento per Gramsci in carcere. ”Sciocchezze”, liquidò l’argomento Giuliano.[...]» (’la Repubblica” 24/7/2007).