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 2007  luglio 24 Martedì calendario

Luxottica, la rivolta del marsupio. La Repubblica 24 luglio 2007. Sedico (Belluno) - Cinzia la rossa l´ha appeso proprio lì, sotto la cintura dei jeans a vita bassa, il marsupio trasparente inventato dalla Luxottica per impedire i furti di occhiali in fabbrica, e quando lo toglie e lo butta via, con una mossa da nove settimane e mezzo, parte l´applauso degli operai nel piazzale davanti allo stabilimento

Luxottica, la rivolta del marsupio. La Repubblica 24 luglio 2007. Sedico (Belluno) - Cinzia la rossa l´ha appeso proprio lì, sotto la cintura dei jeans a vita bassa, il marsupio trasparente inventato dalla Luxottica per impedire i furti di occhiali in fabbrica, e quando lo toglie e lo butta via, con una mossa da nove settimane e mezzo, parte l´applauso degli operai nel piazzale davanti allo stabilimento. «Manca solo che ci diano anche una testa di legno. Già non bastava questo coso?», dice mostrando una tesserina magnetica col suo nome e la sua foto, Scola Cinzia, operaia, legata a un nastrino azzurro che invece di portare al collo, come gli altri, fa penzolare da un fianco. «Vogliono proprio vedere cosa mi porto in giro?». Una sua collega non ha questi problemi. Lei entra in fabbrica con una fialetta delle urine in una mano («devo fare le analisi»), e un pacchetto di assorbenti nell´altra («cosa vuole, sono i miei giorni»). E´ il «Marsupio Day» davanti agli stabilimenti dell´azienda leader nella griffe degli occhiali. Il giorno in cui per i dipendenti scatta il divieto di portare in fabbrica borse, zaini, sacchetti o «qualsiasi altro contenitore». Il giorno in cui il marsupio diventa «l´unico contenitore consentito», e davanti ai tornelli gli uomini della security controllano che tutti rispettino la nuova norma. Ma è anche il giorno in cui i dipendenti, offesi per venir sospettati di essere i ladri di occhiali, restituiscono per protesta i marsupi all´azienda. Comincia il turno delle sei del mattino, poi quello di mezzogiorno, e piano piano lo scatolone di cartone messo all´ingresso dello stabilimento, accanto alle bandiere dei sindacati, si riempie e trabocca di centinaia di marsupi restituiti al mittente. Non tutti, però. Tra i 1.800 lavoratori di questo stabilimento, per tre quarti donne, dove si fanno occhiali di plastica, ci sono anche quelli che non si curano della questione, ed entrano regolarmente col loro marsupio nuovo in bella mostra. Come Clara Sebastiani, operaia del reparto fresatura: «Non la trovo una cosa fastidiosa. Già in molte aziende, supermercati, banche, non si può entrare con la propria borsa». Come Manuela, sua compagna di reparto: «Non è un problema, ci abitueremo. Ci sarebbero cose più importanti di cui discutere». E´ quello che grida un anziano operaio ai dirigenti sindacali: «Occupatevi di cose più serie!». «Non difendiamo certo i ladri - spiega Giuseppe Colferai, della Cgil - ma questa soluzione è inaccettabile, mortifica i lavoratori. E´ una violazione della privacy, una forzatura, una grave caduta di stile». «Era meglio se facevano dei controlli a campione, come prevede la legge», propone Paolo Da Lan della Uil. «Pensassero piuttosto a risolvere i problemi delle strade, dei parcheggi, degli asili nido e dei servizi», incalza Rudy Roffarè della Cisl. Il fatto è, spiega Katia Zanolla, operaia del reparto confezionamento, che il clima in azienda è peggiorato: «Quando il titolare seguiva gli stabilimenti personalmente, l´ambiente nel quale si operava era di tipo familiare, ed era piacevole lavorare. Ora la situazione è notevolmente cambiata, il sistema di lavoro si è spersonalizzato, non c´è più comunicazione, e si lavora costantemente in un clima di malessere». L´azienda risponde morbida. «Per la verità, quando comunicammo alle rappresentanze sindacali l´innovazione del marsupio, non avevamo rilevato delle contrarietà - spiega Carlo Fornaro, direttore della comunicazione del gruppo - anche perché non è un obbligo. Se a qualcuno il marsupio dà fastidio, può benissimo non usarlo. E comunque siamo assolutamente disponibili a qualsiasi altro tipo di soluzione da concordare assieme, ci incontreremo per discuterne. Quello che però resta fermo è il divieto di introdurre borse, zaini o altri contenitori». Già, perché i furti di occhiali non accennano a diminuire. Cinquantamila paia l´anno quelli che spariscono, si dice. «Alcune migliaia», sostiene l´azienda. «Non ci sono cifre precise», ribatte il sindacato. Walter Dal Pont, vecchio operaio, in Luxottica da 22 anni, ha una sua verità: «Ci sono dei processi in corso per i furti di occhiali, e alcuni dei responsabili li avevamo indicati proprio noi. Guarda caso, non si trattava di operai, ma di capi reparto, funzionari e dirigenti. Ma questo è meglio non farlo sapere, e dare la colpa agli operai». Roberto Bianchin