Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  luglio 16 Lunedì calendario

Anno IV - Centosettantasettesima settimanaDal 9 al 16 luglio 2007Incidenti Sulle strade italiane muoiono in media una ventina di persone al giorno (ottomila l’anno) e la settimana scorsa ha più o meno rispettato la media

Anno IV - Centosettantasettesima settimana
Dal 9 al 16 luglio 2007

Incidenti Sulle strade italiane muoiono in media una ventina di persone al giorno (ottomila l’anno) e la settimana scorsa ha più o meno rispettato la media. Ma tre incidenti sono stati particolarmente atroci, hanno impressionato l’opinione pubblica e rilanciato la questione della sicurezza sulle strade anche sulle prime pagine dei giornali.

Primo incidente Mercoledì 11 luglio, Isola sacra, frazione di Fiumicino, provincia di Roma. Un F.M. di 17 anni aspetta che papà vada a dormire, poi gli ruba le chiavi della Golf 1900 grigia. Va a prendere gli amici, discoteca, alcol, spinelli, a mezzanotte vengono via, salgono in macchina ed F.M. si lancia a 150 all’ora sul rettilineo di via della Scafa, un tratto - per dir così - tipico. Si schiantano su un platano, macchina spezzata in due, a una cinquantina di metri dall’impatto i corpi di Melania Presia, 17 anni, fidanzatina del conducente, e di Davide Presia, 18 anni. In mezzo ai rottami e ai cadaveri, i passanti inorriditi vedono lo stesso F.M., illeso, che si dispera e insulta se stesso. Un quarto passeggero, S.M., 17 anni, gravissimo e dato sulle prime per morto, dovrebbe salvarsi.

Secondo incidente Venerdì 13 luglio, corsia centrale della Caserta-Salerno (A30), un’Alfa 166 proveniente da Mercato San Severino sta portando due famiglie - sette persone in tutto - a mangiare una pizza. Dieci di sera. Invece, tra i caselli di Castel San Giorgio e Nocera Pagani, una Audi 3 li tampona alla velocità di un aereo. L’Alfa carambola e si spiaccica sul guard-rail. A bordo ci sono tre bambini. Tutti morti. La polizia arresta l’assassino e lo identifica per Stefano Conte, poco più che trentenne. Lo denuncia a piede libero e lo rilascia.

Terzo incidente Sabato 14 luglio, due di notte, Pinerolo. Davanti alla discoteca, Claudia Muro, 16 anni, è appena scesa dal marciapiede per attraversare la strada. Sulle strisce. I suoi amici sono già dall’altra parte e agitano le mani per invitarla ad affrettarsi. È purtroppo un gesto di saluto: un’auto sbuca da una curva e la mette sotto senza neanche tentare una frenata. Corpo proiettato a molte decine di metri di distanza. Morta sul colpo. Il conducente si ferma un centinaio di metri dopo, scende e non sembra capire quello che ha fatto. Gli stessi amici della morta lo proteggono dalla folla che vuole linciarlo. La polizia lo identifica per Corrado Avaro, muratore, 30 anni. Ubriaco fradicio. La patente gli era stata già ritirata tre volte per guida in stato di ubriachezza. Gli era anche stata sempre restituita.

Problema I termini del problema sono questi: la Camera ha appena approvato una legge, che attende adesso il sì del Senato, in cui si inaspriscono le pene per chi viola il codice, ma si ammette che il foglio rosa si possa chiedere a 16 anni e che si possa guidare purché accompagnati da un adulto. Il messaggio implicito è: la macchina è un gioco, facciamo giocare i ragazzi. La realtà è: la macchina è un’arma, della quale qualche volta non possiamo fare a meno a causa del lavoro. Il ministro Bianchi si dice sicuro che l’inasprimento delle pene avrà un effetto benefico sul numero di incidenti. Ma, naturalmente, non può essere vero: se condanne più severe servissero veramente a far diminuire i reati, tanto varrebbe reintrodurre nel codice la pena di morte. Provvedimenti che limitino gli incidenti devono invece tener conto di alcuni dati politicamente molto sgradevoli, perché destinati a scontentare fasce di elettori a cui i partiti sono sensibili: la prima causa di morte per la popolazione al di sotto dei quarant’anni è l’incidente stradale; le fasce d’età più colpite sono, nell’ordine: 25-29 anni, 30-34, 21-24 (che è prima nella fascia dei morti tra i passeggeri). Il 44 per cento di tutti gli incidenti si verificano il venerdì e il sabato notte, dato fortemente correlato all’abuso di sostanze nocive e alla frequentazione dei locali notturni. Degli ottomila morti annuali garantiti, 2500 sono vittime della guida in stato di ubriachezza. In Francia i controlli della polizia sugli automobilisti sono otto milioni l’anno. In Italia, 200 mila (Amato promette di portarli a un milione). Beppe Severgnini, sul Corriere della sera, ha raccontato che in cinque anni di soggiorno in Inghilterra ha subito il controllo anti-alcol due volte. In venticinque anni d’Italia, mai.

Pistorius Il personaggio del momento è il sudafricano Oscar Pistorius, 21 anni, biondo, bello, simpatico e senza gambe. Corre con due arti artificiali, ha vinto i 200 alle Paraolimpiadi di Atene 2004, ed è campione del mondo nei 100, 200 e 400 per disabili. Venerdì 13 luglio è arrivato secondo al Golden Gala di Roma: ma stavolta correva, con le sue gambette di ferro, contro atleti integri. Pistorius infatti vuole entrare nello sport cosiddetto normale e punta alle Olimpiadi di Pechino - che non spera di vincere - e soprattutto a quelle di Londra (2012) dove è certo di arrivare primo. La questione è: può essere ammesso allo sport normale un atleta che corre su gambe artificiali e che trae apparentemente vantaggio da questi arti posticci? Questione enorme, di cui Pistorius si libera con un sorriso. Se gli si chiede: «Cosa provi a correre con delle gambe finte?», risponde: «E tu cosa provi a correre con delle gambe vere?».

Sarkozy Clamore per il fatto che il presidente francese Sarkozy, al potere da poche settimane, abbia già presentato il suo piano taglia-tasse. Manca ancora il sì del Parlamento (appena rinnovato e dove Sarkozy ha comunque una maggioranza sicura), ma si sa già che: il massimo imponibile di reddito verrà abbassato dal 60 al 50 per cento, saranno abolite le imposte di successione, verrà scontata la patrimoniale per chi investe, saranno introdotte detrazioni ulteriori sulla prima casa, non verranno tassati gli straordinari. Sarà anche posto un tetto alle liquidazioni dei super-manager. Prima di varare i tagli fiscali, Sarkozy era andato a Bruxelles e aveva ottenuto dall’Europa di azzerare il disavanzo entro il 2012 invece che entro il 2010.

Referendum La raccolta di firme per il referendum sulla legge elettorale è andata a buon fine. Domenica scorsa le adesioni avevano toccato quota 540 mila, il che rende pressoché certo il raggiungimento della quota di sicurezza di 600 mila (le firme devono essere mezzo milione, ma ce n’è sempre un certo numero che alla conta finale risulta non valido). Si dovrebbe votare tra un anno, dopo la verifica della Cassazione e il nulla osta della Corte costituzionale. A meno che i partiti non si mettano d’accordo e non cambino la legge in modo tale da rendere inutile la consultazione. Ma è assai improbabile: un’improvvisa apertura di Fassino al sistema tedesco ha subito provocato l’ira dei suoi alleati. Mastella ha detto molte volte che, pur di evitare il referendum, sarebbe pronto a uscire dal governo e costringere il Paese a elezioni anticipate. Il che però - se fatto nei tempi giusti - servirebbe solo a rinviare il voto di un anno.

Cus Il senatore Cesare Salvi ha preparato un nuovo testo di legge sulle convivenze che sostituisce i Dico. L’acronimo prescelto è stavolta Cus, che significa "Contratto di Unione Solidale". Il disegno di legge non arriverà alle Camere prima di ottobre. I conviventi, per regolarizzare la loro posizione, potranno andare dal giudice di pace o dal notaio e stipulare un contratto, procedura che imparenta il Cus al matrimonio islamico. Per ora la Chiesa tace. I cattolici della maggioranza mugugnano, ma non si vedono ancora le barricate che vennero riservate ai Dico.