Dagospia 22/7/2007, 22 luglio 2007
LETTERA 3
Caro Dago,
dopo la morte del rigoroso e coerente Vincenzo Maranghi da Mediobanca, si sprecano gli aneddoti.
Ma ce ne sono due più privati, e anche più divertenti, che porto alla tua attenzione.
Il primo: "Un funzionario viene chiamato perentoriamente al telefono da Maranghi, chiedendogli di portargli un papiello in sala consiglio. Il giovane funzionario, reperito il papiello, si precipita agitato e trafelato in sala consiglio, bussa e entra. La sala consiglio è zeppa di banchieri ed industriali di prim’ordine. Consegna le carte a Maranghi e fa per uscire. Ma la porta doppia della sala consiglio, fatta di chiavistelli medievali, è dura ad aprirsi. Dopo molti secondi di inutile ed imbarazzato lavorìo sui congegni di ferro, all’impiegato ormai bloccato e quasi in preda al panico giunge la voce tonante di Maranghi: un giro a destra e mezzo a sinistra e poi spinga!"
Il secondo: "Un funzionario in partenza per una vacanza nei paesi del nord viene chiamato da Maranghi in tarda sera senza preavviso. Il giovane si spaventa e teme qualche brutta notizia dal capo in testa. Si precipita a rotta di collo e col cuore in gola nell’ufficio del boss. Maranghi lo accoglie con un sorriso: "Ho saputo che quest’estate lei va a pescare i salmoni in Norvegia." E lo tiene un’ora buona con una carta geografica del paese a spiegargli itinerari e fiordi, e soprattutto, cosa non fare per evitare di farsi scappare il pesce. "Mi raccomando" disse "quando torna mi faccia un resoconto di tutto, per filo e per segno. Le dò anche l’indirizzo di un albergatore in un posto fantastico e isolato, vada a mio nome." Il bancario andò in Norvegia ma beccò pochi o punti salmoni, e l’albergatore gestiva una catena di Sheraton.
Il Servo del Marocco