Alessandro Longo, la Repubblica 22/7/2007, 22 luglio 2007
ALESSANDRO LONGO
ROMA - Sta per arrivare dal governo Prodi il primo codice che regolamenterà tutti i media, in modo unificato, al fine della tutela dei minori: tv, Internet, telefoni, cellulari e videogiochi riuniti per la prima volta in Italia sotto lo stesso cappello di regole. Sarà frutto di un decreto del ministero delle Comunicazioni, previsto per l´autunno, secondo quanto ha potuto apprendere Repubblica, che ha letto l´ultima bozza di lavoro. Le novità più rivoluzionarie riguardano Internet. Va chiarito che questo è un "codice di auto-regolamentazione media e minori", cioè non sono regole imposte in senso stretto alle aziende. Appare però già scontato che le aziende del settore accoglieranno il testo finale, in massa, poiché «stiamo lavorando a braccetto con loro, attraverso le principali associazioni e anche con i loro pareri si è arrivati a questa bozza di decreto. Altre eventuali richieste di emendamenti arriveranno a settembre e saranno discusse insieme», spiega Cristina Selloni, responsabile di questo progetto presso il ministero. Lo spirito del codice è «riuscire a dare ai minori una tutela universale estesa a tutti i media a cui sono esposti - dice Selloni. Bisogna far recuperare il ritardo che le leggi hanno accumulato con la società reale. Finora una regolamentazione di questo tipo è stata fatta solo per la tv».
Secondo la bozza del decreto, i provider e i gestori di contenuti web nei propri portali dedicheranno pagine per informare il minore su come navigare in modo sicuro in Internet. «Ci impegneremo a offrire strumenti per permettere ai genitori di regolare il tempo di connessione dei minori», aggiunge Dario Denni, segretario di Aiip, la principale associazione provider. I provider offriranno inoltre software di "parental control", con cui i genitori potranno controllare la navigazione dei figli, decidere a quali siti e servizi permettere l´accesso. Finora solo alcuni provider l´hanno fatto, decidendo ognuno per conto proprio le modalità. Anche gli operatori di cellulari dovranno offrire un simile sistema di parental control (basato su pin per l´accesso a contenuti inadatti ai minori). I provider Internet inoltre, aderendo al codice, dovranno collaborare con le forze dell´ordine per la lotta alla pedopornografia online; già avviene, ma finora mancava una norma specifica.
Un´altra norma di rilievo riguarda la pubblicità: quella in tv e su Internet "non dovrà essere in alcun modo lesiva dello sviluppo e della morale dei minori". Lo stesso principio dovrà valere per tutte le trasmissioni tv dalle 7 alle 22.30; in più dalle 16 alle 19 dovrà nascere nei palinsesti una fascia protetta, con un particolare riguardo ai minori. L´ultimo tassello sono i videogiochi: il codice rafforza il decreto emanato venerdì. I distributori non potranno più portare nei negozi giochi privi di classificazione Pegi, che dice quanto il gioco sia adatto ai minori. Ci sono anche polemiche: è molto critico Andrea Monti, fondatore di Alcei, associazione per i diritti del cittadino nell´ambito dei nuovi media. «Quella che è spacciata per autoregolamentazione è in realtà una vera e propria imposizione dell´esecutivo sulle aziende». Concorda Giovanbattista Frontera, vice presidente Assoprovider: «Il governo si è fatto prendere dall´ansia di regolare ideando principi troppo restrittivi al limite dell´anti democratico, trasformando i provider in poliziotti della rete».