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 2007  luglio 21 Sabato calendario

Ieri notte los politicos si sono sbattuti come una majonese impazzita per trovare un accordicchio sulle pensioni, poi ovviamente affondate da Diliberto e criticate dal metallurgico Cremaschi, con tutta la sinistra radical smadonnante che pretende di andare in pensione a 18 anni, quindi prendere la patente e con la macchina di papà schiacciare il gas verso mete da socialismo reale: le spiagge di Ibiza, i monti di Saint Moritz, i drug-bar di Amsterdam

Ieri notte los politicos si sono sbattuti come una majonese impazzita per trovare un accordicchio sulle pensioni, poi ovviamente affondate da Diliberto e criticate dal metallurgico Cremaschi, con tutta la sinistra radical smadonnante che pretende di andare in pensione a 18 anni, quindi prendere la patente e con la macchina di papà schiacciare il gas verso mete da socialismo reale: le spiagge di Ibiza, i monti di Saint Moritz, i drug-bar di Amsterdam. Invece, pippa. Incontro e scontri per otto ore per chiudere i battenti a 58 anni (nel 2008). E mentre Prodi, i sindacati, la sinistra antagonista si prendevano a calci, proprio nello stesso momento (ore 21) il subcomandante Fausto Bertinotti con la compagna Sora Lella inghingherata oltrepassavano la soglia del catacombale villino Maria, sotto i flash del rifondarolo Umberto Pizzi. Essì, l’Angiolillo delle meraviglie ha osato l’inosabile ed ha vinto: ha alzato la cornetta, Lella ha risposto, l’invito è partito. La new entry del presidente della Camera nel salotto più trasversale dell’Urbe, ultima reliquia democristiana sopravvissuta allo sterminio di Milano, è stata degna di uno zar. Ecce Homo! Gli occhioni di Maria-saura sprizzavano adrenalina rossa; a fine serata era diventata per tutti Angiolillova, la pasionaria di Trinità dei Monti. Intanto, l’ordine di arrivo al campanello della porta: prima la forzista padovana Giustina Destro, secondo posto per il senatore di AN Giuseppe Consolo, terzo l’immancabile e neo-single Francesco Bellavista Caltagirone. Ultimo a tagliare il traguardo, Sandrina Carraro che aveva al fianco i fianchi mediterranei di Valeria Licastro, sposa del deputato FI Martusciello e direttora della Mondadori Roma, ancora provata per il suo festone del giorno prima con il caro Confalonieri, Letta, Rossella, Cicci e Giuliano Adreani, e Angiolillo. Comunque l’arrivo più pompier a Trinità dei Monti ha visto protagonista Clementone Masyella: erapreceduto da due motociclisti versione Serpico, una volta sceso dalla Maserati cara a Luchino, è disceso per le scale attorniato da 8 gorilla 8: sembrava ”Fuga da New York”. In ombra Sonia Raule (sempre con quel tonetto da ”principessa sul pisello”), la più fatale del reame non poteva non essere che la Stefania Prestigiacomo. Abbronzata e con il pancino in fuori, appesantita di qualche kilo che ha arrotondato il fondoschiena, Stefy è stata sbrigativa con l’usurpatrice: la Brambilla, ma che vuole? E’ l’ultima arrivata!. E la Destro rideva con le orecchie: il ricorso contro di lei della Michela coscialunga per il posto in Parlamento non è andato in buca. Intanto, si andavano formando le squadre: a sinistra Bertinotti, Fassino, la coppia Lanzillotta e Bassanini; a destra, Gianni Letta, Consolo, Prestigiacomo, Destro, Matteoli Altero. In mezzo il ”pugile Thai” Mauro Masi: ieri segretario alla presidenza del Consiglio con Berlusconi, oggi a Palazzo Chigi capo di gabinetto di D’Alema. Non sarà un tipo perfetto, ma è perfetto per Roma. Attovagliati al tavolo Stelle Marine, Fassy e Berty hanno messo a sandwich la Sora Maria, felice come la nonnina del Cacao Talmone malgrado che i due maleducati passassero non-stop sotto il suo naso il telefonino in contatto con la sala delle pensioni di Prodi, per gli ultimi aggiornamenti. Ed ecco il magic moment. Dopo aver ingoiato un menù-tabù, su suggerimento di Consolo, si è rotta una tradizione: il discorso finale è passato dall’ugola di Letta a quella di Bertinotti. Che, sotto un ulivo (’E’ l’Ulivo che ti protegge”, ha sottolineato Fassino, tra le risate) ha subito acquisito lo stile della casa: Infatti ha preso la parola sottolineando la signorilità della padrona di casa, che ”non a caso ha origini lombarde”. Quindi , tra un Vespa che prendeva nota per il suo prossimo libro, ha celebrato la nuova Angiolillova: ”E una donna che viene dal popolo che non ha mai dimenticato il popolo”. Cose da matti, da non ci posso credere, ma è successo di peggio quando il Subcomandate ha aggiunto: ”In questo salotto i contrari si trovano e si armonizzano”. (Incredibile: ma nessuno ha chiamato la Croce Verde). PS – D’Urso ha così chiuso l’ammucchiata: ”Ci vediamo domani tutti su Dagospia. Io conosco già il titolo: ”Maria Angiolillo invita Bertinotti per avere garanzie sulla pensione”. Dagospia 20 Luglio 2007 Torna alla Home Page [invia questo articolo]